Roma, travolto dall'auto pirata: Lorenzo muore a 27 anni. Il padre è in Congo al posto dell'ambasciatore Attanasio

Domenica 29 Agosto 2021 di Flaminia Savelli
Roma, travolto dall'auto pirata: Lorenzo muore a 27 anni. Il padre è in Congo al posto dell'ambasciatore Attanasio

Ha bruciato l'ultimo semaforo prima del ponte e ha centrato in pieno lo scooter che stava passando in quel momento. Poi ha proseguito la sua corsa per altri 500 metri, ha parcheggiato la macchina ancora sporca di sangue e si è dato alla fuga per sette ore. Mentre Lorenzo Marcelli, romano di 27 anni, moriva a terra. Il giovane era stato impiegato in diversi alberghi della Capitale prima del lockdown. I genitori invece non appena saputa la notizia, hanno organizzato il viaggio di rientro dal Congo. Il papà infatti, è il diplomatico incaricato d'Affari presso l'Ambasciata d'Italia a Kinshasa e gestisce la rappresentanza diplomatica ad interim dopo il barbaro assassinio dell'ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci dello scorso febbraio a Goma, capoluogo della provincia del Nord Kivu, est del Congo. 

Il dramma si è consumato in una manciata di secondi sabato mattina all'alba, poco dopo le cinque. La vittima stava rientrando a casa, in via delle Sette Chiese alla Garbatella, e stava percorrendo la via Ostiense quando, all'altezza del ponte Settimia Spizzichino, il destino ha cambiato strada e se l'è portato via. «L'auto è arrivata a tutta velocità, ha investito il motorino e il guidatore è fuggito» hanno riferito i testimoni alla pattuglia dei carabinieri per primi intervenuti sul posto. Il gruppo di ragazzi che per caso stava passando poco distante dal luogo dell'incidente, ha fornito i primi elementi utili per rintracciare il pirata della strada. Il caso intanto è passato d'ufficio agli agenti della polizia Municipale che hanno avviato le ricerche dal modello della macchina: un suv bianco della Nissan Juke. Proprio la vettura, intorno alle nove del mattino, è stata rintracciata a cinquecento metri dal ponte Spizzichino. Il veicolo, risultato noleggiato, è stato subito sequestrato e affidato ai periti.

 

I sanitari del 118 hanno tentato di rianimare il ragazzo ma al loro arrivo le sue condizioni erano già disperate. È morto pochi istanti dopo lo scontro mortale. Intanto il cerchio delle indagini si è chiuso nel primo pomeriggio. Quando Manuel F. di 25 anni, un magazziniere con precedenti per droga, si è costituito ai carabinieri della stazione del Quadraro. «Quando ho visto quel ragazzo a terra e tutto quel sangue, ho avuto paura. Ero nel panico e sono scappato» ha ammesso davanti ai militari che hanno proceduto con l'arresto e trasferito in carcere a Regina Coeli. Dovrà ora rispondere di omicidio stradale e omissione di soccorso. Sono stati inoltre richiesti i test alcolemici e tossicologici: i risultati dall'ospedale Sant'Eugenio sono attesi per questa mattina. Le indagini per accertare la dinamica sono ancora in corso. Gli agenti stanno visionando le telecamere di video sorveglianza e, ancora oggi, verranno ascoltati i testimoni. «Da quanto accertato, il suv non ha rispettato il semaforo rosso» confermano gli investigatori. Resta da accertare la velocità dell'auto al momento dell'impatto. 

Con i genitori in viaggio per il rientro in Italia, è stato il cugino Adriano a riconoscere il corpo di Lorenzo: «Sono distrutto, non ci sono parole» ha commentato rientrando nella palazzina di via delle Sette Chiese. «Un ragazzo davvero educato e per bene - racconta Marco Vinci, un vicino di casa - quando ho saputo della notizia non potevo crederci. Viveva qui, nella casa che era stata del nonno, già da molti anni. Sempre sorridente, mai un attrito. Un dramma che stiamo vivendo tutti. Assurdo morire così».

Ultimo aggiornamento: 13:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA