Uccide l'ex compagna a colpi di pistola nell'auto e poi si toglie la vita

Domenica 13 Giugno 2021
Uccide l'ex compagna a colpi di pistola nell'auto e poi si toglie la vita

Sharon Micheletti, 30 anni, aveva denunciato ben due volte per minacce l'ex, Antonio Vicari, l'uomo di 64 anni che ieri prima di uccidersi a sua volta l'ha trucidata a colpi d'arma da fuoco mentre si trovava nell'auto di un amico in sosta, seduta sul lato passeggeri. Ma per gli investigatori in quelle due denunce non sembrava ci fossero gli estremi di un caso di stalking, ha sottolineato oggi il procuratore di Imperia Alberto Lari. Eppure ci si interroga sulle foto che l'uomo aveva postato tempo fa sul proprio profilo Facebook visibile a chiunque: in una imbraccia un mitra (o una riproduzione fedele) e nell'altra impugna una pistola, con cui è intento a prendere la mira. E ancor più sui messaggi degli ultimi giorni scritti dall'uomo sempre su Facebook: «Ciao figlio mio, spero di rivederti al più presto t.v.b. kri», ha scritto il 6 maggio riferendosi al figlio Cristian morto 17enne nel 2001, precipitato da un dirupo, in val Roya. E il 31 maggio: «Bene abbiamo preso una strada senza via di uscita». Ma soprattutto quel messaggio sinistro del 2 giugno: «Pensa bene, che anche quando dormi io sono lì vicino, figurati quando sei con l'amante, non c'è posto che puoi nasconderti».

 

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Dopo la loro storia, finita ormai quattro anni fa, Sharon si era sposata e aveva avuto un bimbo di pochi anni. «Mio marito e mio figlio sono la mia ragione di vita», scriveva lei su Fb, sorridente, solare. Contro Vicari la giovane aveva presentato «due denunce per minacce: una risalente al 28 marzo e l'altra ai primi giorni di giugno, ma così com'erano descritte, sembravano fatti isolati, non sembrava emergere che fosse perseguitata. Tanto è vero, che gli atti dei carabinieri non parlavano di stalking», ha spiegato il procuratore di Imperia, Lari: «Non sembravano, dunque fatti ripetuti e seriali». Nella denuncia di inizio giugno la donna sembra avesse fatto comunque presente che, dopo due mesi di relativa tranquillità, lui l'aveva incontrata e minacciata di nuovo.

 

 

Da testimonianze raccolte in via Tenda, il posto dove la ragazza è stata uccisa, sembra poi che l'uomo l'avesse importunata più volte sotto casa e al lavoro, anche con minacce di morte nei suoi confronti e del suo bambino. Di recente, l'omicida aveva anche perso il padre, un nuovo lutto dopo la tragica scomparsa del figlio neppure maggiorenne nel 2001. Ieri il femminicidio. Sharon è a bordo della Citroen di un amico, lui scende per recarsi a comprare un pacchetto di sigarette. Vicari è seduto in un bar, si alza, si dirige verso l'auto, estrae la pistola e attraverso il finestrino dal lato di guida esplode due, forse tre, colpi di pistola colpendo alla testa l'ex compagna. Poi si dirige verso il bar. L'amico di Sharon si rifugia all'interno. La titolare sbarra la porta di vetro e lo prega: «Non spararmi, non c'entro nulla in questa storia», gli avrebbe detto la donna.

A quel punto, Vicari scappa verso il fiume a poche decine di metri da lì e si spara a sua volta togliendosi la vita. Mercoledì mattina in ospedale a Imperia ci sarà l'autopsia di Sharon a opera del medico legale Andrea Leoncini In Liguria quello di Ventimiglia è solo l'ennesimo femminicidio. Solo sabato un'altra giovane, Alessandra Piga, 25 anni, è stata ammazzata a coltellate nella periferia di Castelnuovo Magna (Spezia) dall'ex compagno Yassine Eroum, 29 anni, mentre il figlio della donna, appena due anni, si era rifugiato in un'altra stanza con un'amica della vittima. Domani l'autopsia.

 

 

 

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Ultimo aggiornamento: 14 Giugno, 19:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA