L'eugenetica strisciante della Danimarca che non vuole i bambini down: nel 2019 ne sono nati solo 18

Martedì 15 Settembre 2020 di Franca Giansoldati
L'eugenetica strisciante della Danimarca che non vuole i bambini down: nel 2019 ne sono nati solo 18

In Danimarca non sono previsti figli difettosi. Tutti devono essere sani e non pesare sul welfare. Una normativa assai discussa introdotta nel 2004 che ha introdotto la totale gratuità degli esami pre-natali per l'individuazione di ogni tipo di difetto cromosomico, soprattutto riguardante la sindrome di Down. La legge di fatto sta portando ad una società dove sono praticamente scomparse le nascite dei bambini Down.

In molti hanno denunciato un programma strisciante di eugenetica in atto ma la pratica è ormai accettata dalla maggioranza delle neo-mamme. In un articolo il giornale cattolico Avvenire ha raccolto gli ultimi dati di questo trend riportando i documenti del Registro citogenetico centrale di Copenaghen: nella casella dei “nati con sindrome di Down” sono stati fatti nascere solo 18 bambini down nel 2019 su 61.167 nascite, pari allo 0,029% del totale, un neonato su 3.400.

In Italia, dove la diagnosi prenatale ha già ridotto in modo consistente il dato complessivo, nascono 500 bambini Down ogni anno, uno ogni 960 neonati. La normativa danese è stata introdotta 16 anni fa per combattere i costi sociali relativi ai bambini down a proposito di spesa sanitaria, scolastica e sociale.

Con il tempo è emerso anche un altro dato: le famiglie che decisono di mettere al mondo un figlio Down in Danimaraca di fatto finiscono per essere  emarginate e colpevolizzate.  Un trend che si spiega con il 95% delle mamme danesi che, stando all’Ufficio sanitario nazionale, di fronte a una qualunque anomalia cromosomica in gravidanza scelgono di abortire. Un recente sondaggio ha mostrato come il 60% dei danesi appoggia la politica del «No Down», anche se il 40% non la condivide.

Berlingske – il più antico giornale danese – ha accolto la notizia dei 18 scampati definendola «Orribile», e aggiungendo che si tratta di «una profonda ferita nella società. La cosiddetta libera scelta è un profondo fallimento. I bambini erano lì, nel grembo della madre, ma non avevano protezione legale. E non gli è stato consentito di crescere».

Ultimo aggiornamento: 17:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA