LA DIRETTA

Giornata contro la violenza sulle donne, Casellati: «Femminicidi? È solo punta dell'iceberg»

La strage infinita: un delitto ogni tre giorni

Giornata contro la violenza sulle donne, Mattarella: «È violazione dei diritti umani»
Giornata contro la violenza sulle donne, Mattarella: «È violazione dei diritti umani»
Venerdì 25 Novembre 2022, 09:55 - Ultimo agg. 26 Novembre, 00:28

Anche a Venezia un flash mob: i muri del silenzio

Anche in Laguna va in scena un flash mob in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. È il progetto "I Muri del Silenzio" di Mjriam Bon e Giusy Versace. Dieci gondole hanno sfilato lungo il Canal Grande restituendo al pubblico dieci immagini fotografiche in bianco e nero. Il progetto ha il patrocinio del Comune di Venezia ed è in collaborazione con l'Associazione Gondolieri. Gli scatti sono parte di una serie di 35 immagini i cui soggetti sono ritratti nell'atto di coprirsi gli occhi, le orecchie o la bocca: figure note del mondo dello spettacolo, della musica, dello sport e della politica assieme a persone comuni. Il progetto prosegue, fino a domenica 27 novembre, in un'esposizione temporanea diffusa nel centro storico di Venezia. L'esperienza culmina in una mostra dedicata, che sarà realizzata a marzo 2023. Il flash mob veneziano e l'esposizione sono gli ultimi capitoli di un viaggio inaugurato nel 2019. Dalla prima mostra fotografica, realizzata nelle sale di Palazzo San Macuto a Roma con il contributo di Giusy Versace, il progetto ha intrapreso un itinerario per tappe che l'ha portato ad attraversare l'Italia, all'interno di spazi differenti.

I maltrattamenti incidono anche sul Dna

La violenza subita può incidere anche sul Dna e danneggiare i nostri geni, lasciando un segno indelebile. Attraverso uno studio condotto su 62 donne dai ricercatori dell'Istituto superiore di sanità (Iss) si è osservato che la violenza spegne o riduce l'attività di tre geni fondamentali per lo sviluppo e il funzionamento del cervello. L'Iss ha formato 18mila operatori in 651 Pronto soccorso italiani per contrastare la violenza di genere. 

(video spot 2021)

Letta: «Tutti i giorni 25 novembre»

«Oggi, #25novembre, e tutti i giorni, Giornata Contro la violenza Sulle Donne». Lo scrive su Twitter Enrico Letta.

 

Napoli, Camera di Commercio istituisce fondo per imprese che assumono vittime di violenza

La Camera di Commercio di Napoli, presieduta da Ciro Fiola, istituisce un fondo a favore delle imprese che assumeranno donne vittime di violenza. «La violenza sulle donne, come quella sui bambini o su chiunque, va contrastata con ogni azione possibile, partendo dalla formazione di una coscienza condivisa forte e capace di sconfiggere un'autentica piaga dei nostri tempi», ha detto il presidente Fiola. La Camera di Commercio pubblicherà nel 2023 bandi per un inserimento delle donne vittima di violenza nel mondo del lavoro, dando un incentivo alle imprese che le assumono. «La volontà è stata quella di non fare nessuna commemorazione ma di essere propositivi - ha sostenuto la presidente del Cif, Stefania Brancaccio -. Le imprese, dal canto loro, devono fare molta formazione, non solo alle donne, ma anche e soprattutto agli uomini. Devono essere programmati, all'interno dell'impresa, momenti di cultura, nell'ottica della responsabilità sociale che un'azienda ha. La violenza sulle donne si trova in tutti gli ambienti sociali. Ovunque. Ed è in quella direzione che dobbiamo andare per dare una risposta concreta».

Calderone: «Ermarginazione e marginalizzazione nel mercato del lavoro»

«Oggi è il giorno contro la violenza sulle donne e sapete quanto la violenza parli di emarginazione e di marginalizzazione della componente femminile nel mercato del lavoro». A dirlo il ministro del Lavoro e politiche sociali, Marina Calderone, a margine del primo Forum della ricerca Made in Inail. «Le donne lontane dal lavoro -sottolinea- sono più fragili, meno informate, più esposte. Invece l'attenzione specifica deve essere proprio a quel cluster donna e giovani che all'interno del reddito di cittadinanza in questo momento rischiano di rimanere ai margini».

A Milano più di cinquemila denunce da inizio anno

Dal primo gennaio ad oggi sono oltre 5 mila le denunce di casi di violenze, maltrattamenti e stalking arrivate in procura a Milano. È il dato reso noto oggi dal procuratore aggiunto di Milano Letizia Mannella nel corso della conferenza stampa di presentazione di Mobile Angel, un progetto pilota nato dalla collaborazione dei Carabinieri con Fondazione Vodafone Italia e Soroptimist e la stessa Procura di Milano e che prevede la consegna alle vittime di maltrattamenti di uno smartwatch con un sistema di allarme che permette di attivare la Centrale Operativa dell'Arma, permettendo così di intervenire tempestivamente. Progetto che per Mannella, «è molto importante perché si colloca nella costituzione di una rete che serve a impedire l'ulteriore prosecuzione delle violenze e a salvare vite». Il Procuratore Marcello Viola, oltre a sottolineare l'importanza della giornata odierna e il «costante impegno» dei pm milanesi nel contrastare il fenomeno della violenza sulle donne e il problema del 'sommersò, ha spiegato che «la chiave di tutto questo è la parola prevenzione». Prevenzione che «noi per primi con le forze dell'ordine curiamo. Credo che il compito sia anche di rassicurare le donne e dire che «lo Stato c'è e interviene».

Ordine infermieri: «Ogni anno oltre 112mila colleghe vittime sul lavoro»

«La violenza sulle donne è un fenomeno che coinvolge ogni anno, sul lavoro, oltre 112mila infermiere e per quasi 34mila di loro si tratta di violenza fisica: le infermiere sono il 78% degli iscritti agli Ordini (più di 348mila su oltre 456mila infermieri) e gli ultimi studi in materia hanno messo in evidenza che ogni anno il 32,3% degli infermieri subisce violenze verbali e/o fisiche». A sottolineare all'Adnkronos Salute la gravità della situazione è Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), nella giornata nazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Mangiacavalli sottolinea la necessità di «un impegno comune per migliorare l'approccio al problema e assicurare un ambiente di lavoro sicuro», con particolare attenzione per le donne, più frequentemente vittime della violenza sui sanitari. «È importante - aggiunge - che si preveda accanto alle pene per le aggressioni anche una formazione degli operatori, obbligatoria e mirata, e fin dal percorso di laurea sugli aspetti della comunicazione, di adeguate tecniche di de-escalation e della relazione terapeutica nei confronti delle persone assistite. Ed è importante che i professionisti sappiano cogliere tutti i segnali premonitori di un atto di violenza, sappiano come mitigare e contenere la loro evoluzione, come proteggersi preventivamente e possano comunicare con fermezza agli utenti, agli accompagnatori e al personale che gli atti di violenza non sono permessi o tollerati».

Papa Francesco: «É un crimine che distrugge l'armonia»

«Esercitare violenza contro una donna o sfruttarla non è un semplice reato, è un crimine che distrugge l'armonia, la poesia e la bellezza che Dio ha voluto dare al mondo». Lo sottolinea il Papa in un tweet. 

Anche a Napoli flash mob per ricordare tutti i femminicidi dell'anno: piazza piena di sagome nere

Una distesa di sagome nere a ricordare le vittime di femminicidio in Italia nel 2022 che al 20 novembre sono state 104 di cui 88 in famiglia. Così la città di Napoli ha voluto gridare il proprio "no" alla violenza di genere in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della volenza contro le donne. Il flash mob "Re-member, affinchè non accada mai più", che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, e dell'ex presidente della Camera, Roberto Fico, è stato organizzato dall'associazione 'Mai più violenza infinita Onlus', in collaborazione con l'amministrazione comunale, Unicef ed Associazione O.M. Su ogni sagoma sono stati riportati un QRCode che rimanda alla storia di ogni singola vittima e il numero d'emergenza nazionale 1522 istituito per le richieste di aiuto e sostegno contro la violenza e lo stalking. In piazza, studentesse hanno chiamato, uno ad uno, i nomi di tutte le vittime dell'anno. «La situazione a Napoli e al Sud è molto grave - ha detto l'assessore comunale alle Pari opportunità, Emanuela Ferrante - quanto accade non dovrebbe verificarsi in un Paese che si dice civile e se queste tragedie accadono ancora significa che si è sbagliato tutto. È necessario - ha aggiunto - investire sull'educazione a partire dalle scuole che devono educare i giovani anche ai sentimenti». Una manifestazione che si è conclusa al grido di "Donne, vita e libertà" e con un richiamo a quanto stanno vivendo le donne in Iran.  

Casellati: «Femminicidi? Punta dell'iceberg»

«Nel 2022, in Italia, sono state 104 le donne uccise. Cifre che anno dopo anno non accennano a diminuire. Le vittime sono quasi tutte accomunate da un tragico e beffardo destino: quello di morire per mano del proprio compagno, tra le mura domestiche. È una mattanza di proporzioni inaccettabili, in un Paese che in ogni settore è capace di raggiungere vette di eccellenza ma che, evidentemente, fatica ad abbandonare retaggi di epoche passate e retrive. E i femminicidi sono soltanto l'aspetto più tragico e plateale di uno stillicidio di vessazioni e soprusi psicologici, di minacce e di abusi sessuali che non risparmiano ragazze giovani, donne mature e perfino bambine. È dovere dello Stato, ma anche di tutti i cittadini, contribuire a mettere fine a questa barbarie, costruendo attorno alle donne in difficoltà un cordone di sostegno e di solidarietà». Così la ministra per le Riforme, Elisabetta Casellati in un video messaggio pubblicato sui social in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne. «Penso a misure di sicurezza capaci di prevenire gli abusi e intercettare i reati-spia; penso a una rete di assistenza che possa incoraggiare le vittime a denunciare - ha aggiunto - È dovere della società riconoscere a ogni donna la libertà, la parità di genere, il diritto di realizzarsi umanamente e professionalmente. Ed è dovere delle istituzioni impegnarsi ad abbattere ogni tipo di discriminazione, da quelle nel linguaggio pubblico fino a quelle di tipo economico. Perché dare a una donna uno stipendio più basso di quello un uomo equivale a una violenza. Una donna economicamente indipendente è una donna più forte e più libera. E quando le donne sono forti, libere, emancipate ed economicamente autonome, tutto il Paese diventa più forte, più ricco, più moderno, più evoluto».

 

Il flash mob delle studentesse romane per ricordare tutte le donne uccise nel 2022

Le studentesse dell’Istituto Superiore Statale Cine-TV “Roberto Rossellini” di Roma hanno organizzato un'azione simbolica, un flash-mob, per ricordare tutte le vittime di femminicidio del 2022. Si sono posizionate sulle scale davanti al Ministero dell'Istruzione a Roma.

Sangiuliano: «La nostra civiltà si misura sul rispetto»

«La Cultura è determinante nel far crescere il rispetto verso le donne. La nostra civiltà si misura sul rispetto che abbiamo verso di loro. Mai più femminicidi, mai più violenza sulle donne». Lo scrive su Twitter il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano postando una fotografia in cui compare la squadra di governo con alle spalle Palazzo Chigi, la cui facciata è colorata di rosso in memoria delle vittime. Sulla facciata, inoltre, sono proiettati i nomi delle 104 vittime del 2022.

Filomena Lamberti, la prima donna che è stata sfigurata con l'acido

Filomena Lamberti è stata la prima donna in Italia a essere stata sfigurata con l'acido dal marito. MoltoDonna, il magazine del Messaggero, ha intervistato Filomena Lamberti che del marito ha raccontato: «Quando è uscito dal carcere ha detto: "Lo rifarei"». Oggi Filomena ha 64 anni e ha subito 30 interventi. Mentre dormiva il marito le si era avvicinato, le ha bussato sulla spalla per svegliarla e le ha urlato: "Guarda che ti do". Poi le ha versato sul viso e sul corpo una bottiglia di acido solforico. 

 

«Non ho mai denunciato, non ho mai osato parlare perché mi vergognavo»

«Davanti alle violenze, bisogna interrompere subito la relazione. Il silenzio prolunga solo i maltrattamenti». Lo dice all'ANSA l'avv. Roberta Montenovo, presidente dell'associazione Donne e Giustizia di Ancona, che da anni ha uno sportello di ascolto e prima accoglienza per vittime di violenza domestica, stalking, violenza sessuale e maltrattamenti da parte di uomini e ragazzi. E racconta la storia di uno degli ultimi casi seguiti, una donna che per 30 anni ha vissuto con un marito violento, che più che una moglie accanto voleva una schiava. E come tale l'ha trattata. Lei oggi ha 60 anni, è madre di due figli. Un mese fa la vicenda giudiziaria, seguita da un team di avvocate che si occupano gratuitamente di chi chiede loro aiuto, è arrivata alla sentenza di appello, con una condanna a due anni e un mese per il marito 61enne, accusato di maltrattamenti in famiglia. «A salvarla è stata la denuncia della figlia - spiega l'avv. Montenovo - che, all'ennesimo episodio violento accaduto in casa, ha chiamato i carabinieri. "Non ho mai denunciato, non ho mai osato parlare perché mi vergognavo" ci ha raccontato poi la madre». Violenze domestiche continue e insulti. In una occasione non gli era piaciuta la cena e dopo aver gettato il piatto a terra con tutto il contenuto aveva, stando alle accuse, obbligato la moglie a mangiare quel cibo dal pavimento. Ogni volta che la donna trovava lavoro lui l'accusava di essere una prostituta e la costringeva a licenziarsi. In casa pretendeva di mangiare anche da solo, obbligando la moglie a servirlo. L'ennesimo episodio che ha portato la figlia a denunciare tutto ai carabinieri risale al 2020: nel periodo delle restrizioni del lockdown il 61enne è stato oggetto di un provvedimento di allontanamento dal nucleo familiare.

Quanto tempo ci vuole per prendere consapevolezza e denunciare? I dati dell'Istat

Sono poco meno di 19.600 le donne che hanno affrontato nel 2021 il percorso di uscita dalla violenza con l'aiuto dei Centri Antiviolenza, straniere nel 30% dei casi. Lo rileva l' Istat in un'indagine in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità sull'utenza dei Centri. La decisione di intraprendere un percorso per uscirne sembra arrivare a distanza di anni: per il 40% sono passati più di 5 anni dai primi episodi di violenza subita, per il 23% da 1 a 5 anni, per il 15% da 6 mesi a un anno e per il 7% da meno di 6 mesi. Sono di più quelle tra i 40 e i 49 anni (29%), seguite dalle 30-39enni (26%). Le donne con meno di 29 anni costituiscono il 20% di quante hanno iniziato il percorso di uscita dalla violenza, quelle tra i 50 e i 59 anni sono il 17%. La quota restante è costituita per il 6% da donne tra i 60 e i 69 anni e per un 2% da ultrasettantenni. Il 19% delle donne ha iniziato il percorso di uscita dalla violenza in situazioni di emergenza, erano cioè in una situazione di pericolo o a rischio di incolumità. Tra le donne che arrivano al Centro, tre su dieci sono già in contatto con le forze dell'ordine. Prima di prendere contatto, il 40% ha parlato della violenza con qualcuno della propria rete familiare, il 19% al pronto soccorso/ospedale. I successivi nodi di intercettazione della violenza sono i servizi sociali (15% delle donne) e gli avvocati (12%).

Alla Camera dei deputati una panchina rossa

La panchina rossa nel cortile di Palazzo Montecitorio con il numero di telefono del centro antiviolenza e antistalking 1522. «È un invito a denunciare sempre, senza se e senza ma, qualsiasi tipo di violenza contro le donne», si legge in un tweet diffuso dal profilo ufficiale della Camera dei deputati.

 

Salvini e Bongiorno: «Codice rosso, prevediamo nuove misure in caso di ritardi o omissioni»

«Il codice rosso ha dato ottimi risultati: molte più donne denunciano». Così Giulia Bongiorno presidente della Commissione Giustizia al Senato e il vicepremier, Matteo Salvini. «L'efficacia è messa a repentaglio ogni volta che non viene rispettato il termine di sentire la persona offesa entro 3 giorni dalla denuncia. Per tutelarne l'incolumità e evitare che le donne vittime di violenza si sentano abbandonate da chi le deve proteggere, stiamo lavorando all'introduzione di nuove misure che garantiscano piena e immediata applicazione delle disposizioni del codice rosso prevedendo conseguenze processuali in caso di ritardi o omissioni».

Violenza, Giulia Giada Cordaro (Miss Piemonte): «Anche io l'ho subita, denunciate»

«Ciao, sono Giulia e anche io nel 2021 ho subito una violenza sessuale. Oggi faccio questo video perché purtroppo tante donne non denunciano». Comincia così un post su Instagram che Giulia Giada Cordaro, Miss Piemonte, ha deciso di diffondere in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. «Non è facile oggi raccontarvi ciò - scrive a commento di un video che inizia con la ricostruzione di una molestia in uno studio medico -, non è facile per me aprirmi a infinite persone raccontando una cosa così personale. Mi sono però ripromessa e ripetuta una cosa "quando questa storia si chiuderà, ne parlerò a tutti!" Se con la mia esperienza posso aiutare anche solo una donna ad uscire dal quell'infernale buco nero dove anche io sono caduta - aggiunge -, per me sarà una vittoria». Giulia precisa che «non vi racconterò nei dettagli quello che mi è successo, quello non è importante. La cosa importante è che dobbiamo denunciare. Dobbiamo avere la forza di farci aiutare, dobbiamo assimilare che non siamo noi sbagliate, che non siamo noi sporche, non siamo noi che abbiamo dato il consenso. Noi siamo le vittime».

Sala: «Gli atteggiamenti sbagliati sono radicatissimi nella nostra società»

«Ogni giorno assistiamo a fatti efferati, ma in realtà le micro violenze, gli atteggiamenti sbagliati, sono radicatissimi nella nostra società». Lo ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala, parlando a Milano a margine della cerimonia in occasione della Giornata internazionale per l'abolizione della violenza sulle donne. «Credo che si debbano fare due cose: ripartire dalle scuole, perché se i bambini e le bambine riescono ad avere un'educazione diversa - ha continuato - si liberano da quelle forme di maschilismo ancora presenti nella nostra società. E poi ho invitato un po' tutti a essere parte attiva. Tutti noi vediamo atteggiamenti sbagliati e poi per buon vivere lasciamo perdere, ma non possiamo più lasciare perdere». 

Ronzulli: «Oggi pensiamo anche alle donne iraniane e ucraine»

«La lotta alla violenza contro le donne non ha confini. Oggi, il pensiero va alle donne iraniane che lottano per la libertà, a quelle ucraine in fuga dalla guerra, violentate, uccise. A tutte coloro che, ad ogni latitudine, ogni giorno vengono vengono private dei diritti, solo perché donne.». Lo scrive su Twitter la presidente dei senatori di Forza Italia, Licia Ronzulli.

Locatelli: «Attenzione alle vittime disabili»

«Ringrazio di cuore il grande lavoro dei centri antiviolenza e delle reti che sul territorio nazionale rispondono a quotidiane richieste di aiuto e disperazione. La violenza contro le donne si manifesta in modo subdolo, spesso veniamo a conoscenza solo di una parte del dolore e delle storie di tante donne perseguitate, maltrattate, ferite, non solo fisicamente ma anche nell'anima. Si consumano violenze che riguardano donne minorenni, le vittime sono spesso anche bambini e ragazzi costretti ad assistere al reato, e una donna con disabilità è doppiamente discriminata e penalizzata. Dobbiamo fare di più e concentrare risorse ed energie nella lotta all'eliminazione della violenza contro le donne, con una particolare attenzione alla vulnerabilità delle donne con disabilità». È quanto dichiara il Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

 

Palermo, il ricordo di Carmela Petrucci: uccisa a 17 anni per aver tentato di difendere la sorella dall'ex fidanzato

A Palermo hanno ricordato con una mozione approvata all'unanimità dal Consiglio comunale Carmela Petrucci, la studentessa palermitana di 17 anni uccisa per avere tentato di difendere la sorella Lucia dall'ex fidanzato. «L'ok unanime del Consiglio alla mozione - afferma il vice presidente vicario del Consiglio comunale di Palermo, Pino Mancuso - è la giusta e doverosa sottolineatura del «no alla barbarie contro le donne, cui purtroppo siamo costretti ad assistere passivi con preoccupante e terribile frequenza e la ferma volontà delle istituzioni a porre in essere azioni concrete per essere vicini alle donne vittime di violenza e ai loro figli».

Meloni: «Vittime spesso senza giustizia, c'è molto da fare: governo in prima linea»

«I dati che riguardano le violenze sulle donne continuano a rappresentare un dramma nazionale. Come Governo, abbiamo molto lavoro da fare e intendiamo portarlo avanti a 360 gradi, incentrando il nostro impegno su tre pilastri d'azione: prevenzione, protezione e certezza della pena». Lo scrive su Facebook il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. «Questo Esecutivo rifinanzierà i Centri Antiviolenza e le Case Rifugio - assicura - ci impegneremo per attuare la legge 53 del 2022 sulla raccolta dei dati statistici in merito alle violenze che le donne subiscono, che ancora necessita dei decreti attuativi e di attività tecniche. Faciliteremo l'adozione di protocolli e migliori pratiche nei Tribunali per un'applicazione sempre più efficace della normativa sul "codice rosso"». «Lavoreremo per garantire la certezza della pena, per potenziare le misure di protezione delle vittime e rafforzare il ricorso allo strumento dei braccialetti elettronici, che spesso non vengono applicati perché semplicemente non ce ne sono. Questo Governo è in prima linea per combattere la violenza sulle donne e la terribile piaga del femminicidio. Lo dobbiamo alle tante vittime, spesso senza giustizia, e a chi ancora oggi è costretta a subire queste barbarie. Siamo e saremo sempre al vostro fianco», conclude il premier. 

 

Mattarella: «La violenza sulle donne è un'aperta violazione dei diritti umani»

«La violenza contro le donne è una aperta violazione dei diritti umani, purtroppo diffusa senza distinzioni geografiche, generazionali, sociali. Negli ultimi decenni sono stati compiuti sforzi significativi per riconoscerla, eliminarla e prevenirla in tutte le sue forme. Tuttavia, per troppe donne, il diritto ad una vita libera dalla violenza non è ancora una realtà. Le cronache quotidiane ne danno triste testimonianza e ci ricordano che ci sono Paesi dove anche chi denuncia è oggetto di gravi ed estese forme di repressione». Così Sergio Mattarella, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Le cronache relative alle violenze contro le donne - dice ancora il Capo dello Stato - danno conto di «narrazioni dolorosissime, sino alle aberrazioni in quei territori che vivono situazioni di guerra ove le donne diventano ancora più vulnerabili e sono minacciate da violenze che possono sfociare nella tratta di esseri umani o in altre gravi forme di sfruttamento». «La violenza di genere, nelle sue infinite declinazioni, dalla violenza fisica, psicologica, economica, fino alla odierna violenza digitale, mina - sottolinea Mattarella - la dignità, l'integrità mentale e fisica e, troppo spesso, la vita di un numero inestimabile di donne, molte delle quali sovente, non si risolvono a sporgere denuncia. Denunciare una violenza è un atto che richiede coraggio. Abbiamo il dovere di sostenere le donne che hanno la forza di farlo, assicurando le necessarie risposte in tema di sicurezza, protezione e recupero».

Violenza donne - Oggi è la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. In Italia sono previste iniziative per sensibilizzare le persone su un fenomeno molto diffuso che parte dalla violenza verbale e raggiunge il culmine nell'omicidio. In Italia si uccide una donna ogni tre giorni: nel nostro Paese le vittime sono 104 nel 2022. Il Senato ha dato il via libera a una commmissione bicamerale d’inchiesta. L’Onu riporta che a livello mondiale ogni ora più di cinque donne e ragazze hanno trovato la morte in famiglia

Per approfondire

Femminicidi, il procuratore di Tivoli: «Gli stalker come i mafiosi, più braccialetti elettronici»

Le conquiste che l’uomo ancora rifiuta

Femminicidi, Sabbadini (Istat) recita dati di una piaga sistemica

© RIPRODUZIONE RISERVATA