Il premier Conte a Cernobbio: «Governo unito, non siamo scriteriati. Nessuna prospettiva di elezioni anticipate»

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Giuseppe Conte esce da palazzo Chigi per un tour nel Sud prima di presentarsi a Cernobbi. Quattro tappe in mezza giornata pr rilanciare quell'attenzione al Mezzogiorno che, in vista di nuovi appuntamenti elettorali, è decisiva per il M5S. Dopo l'intervista in piazza a Ceglie Messapica, ieri mattina ha aperto la Fiera del Levante di Bari, posato la prima pietra del nuovo stabilimento Blackshape Spa e visitato a Bisceglie Digithon, evento dedicato agli startupper organizzato da Francesco Boccia. Rilancio dell'impresa, decontribuzione, realizzazione dell'Alta Velocità i tre dei punti chiave del discorso di Conte che a Bari annuncia: «Il Sud sarà un laboratorio per un intervento pubblico sull'economia».

LO SPAZIO
Il premier alla Fiera del Levante cerca di dare un messaggio soprattutto agli imprenditori meridionali. «Il fatto che il governo dia massima attenzione ai cittadini non significa che diminuisca lo spazio per il mondo delle imprese», sottolinea il presidente del Consiglio preannunciando, per il rilancio del Mezzogiorno, un ruolo di primo piano dello Stato. «Stiamo studiando con Cdp gli strumenti adeguati», spiega riabilitando indirettamente un'idea cara all'universo pentastellato. Ovvero quello di una banca pubblica degli investimenti che ripeta il ruolo che ebbe molti anni fa la Cassa del Mezzogiorno. Ma, tra Bari e Cernobbio, Conte cerca di dare anche un messaggio di solidità agli elettori e di responsabilità - all'Europa - del governo giallo-verde. «Leggo di fibrillazioni, di discussioni ma c'è un franco dialogo, siamo coesi e non siamo una banda di scriteriati», sottolinea parlando al gotha dell'economia italiana al Forum Ambrosetti. A porte chiuse, il premier avrebbe parlato anche di «condono». Parola tabù, per M5S, che preferisce dire «pace fiscale». E puntualmente da palazzo Chigi smentiscono: mai parlato di condono. Di certo, è soprattutto un richiamo alla rinnovata fiducia che il premier intende dare a imprenditori e investitori stranieri. «L'Italia ha potenzialità enormi e oggi come 75 anni fa la vocazione commerciale del Paese ci sta aiutando ad uscire da uno dei momenti più difficili della nostra storia», argomenta Conte lanciandosi in un paragone ardito: quello tra l'Italia di oggi e quella dell'8 settembre 1943.

Un paragone sul quale, alla Fiera del Levante, torna più volte, con un messaggio chiaro: «Il governo vuole ricreare per i cittadini la stessa fiducia per il futuro che allora c'era da parte dei nostri genitori». Il premier non tocca il tema Tap, argomento caldissimo per i pugliesi e anche per il M5S. Difende la soluzione trovata dal vicepremier Luigi Di Maio su Ilva mentre insiste sul punto delle concessioni: «Non siamo per le nazionalizzazioni né per le privatizzazioni ma per una gestione efficiente delle risorse pubbliche e non consentiremo di depredarle». Con lui, a Bari, c'è il ministro per il Sud Barbara Lezzi mentre precedono l'intervento del premier il sindaco di Bari Antonio Decaro e il governatore Michele Emiliano. Il premier, a Cernobbio sceglie di concentrarsi sul piano di riforme che partirà con la manovra. Le elenca tutte. A cominciare dalla riforma del fisco e dal reddito di cittadinanza». Immediata e legittima la replica del presidente di Confindustria: «Ma chi paga?».

Conte è però convinto di trovare la quadra nel giorno che, per la prima volta, è protagonista del governo giallo-verde.
Sabato 8 Settembre 2018, 20:31 - Ultimo aggiornamento: 9 Settembre, 14:41
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