Zona gialla, Friuli cambia colore lunedì, Bolzano si salva. Marche, Veneto e Lombardia restano bianche

Venerdì 26 Novembre 2021 di Stefania Piras
Zona gialla, Friuli e Bolzano sforano i parametri del bianco, Marche e Veneto registrano dati in peggioramento

L'Italia in bianco ha le ore contate. Il Nordest è in piena quarta ondata Covid: se da un lato i presidenti delle regioni cercano di giocare d'anticipo - il Friuli Venezia Giulia andrà in zona gialla e vuole anche applicare il super Green pass subito, prima di quando scatterà su tutto il territorio nazionale - dall'altro lato c'è la certezza che si deve correre ai ripari nella consapevolezza che il vantaggio italiano dato dall'alta immunizzazione può essere rapidamente rosicchiato dall'aumento generale dei contagi, dal calo della protezione dei vaccini e da una congiuntura geografica sfavorevole  - il ministro della Salute Roberto Speranza ha già annunciato che oggi sono previste ordinanze che cambieranno colore all'Italia.  Bolzano è in bilico ma dovrebbe riuscire a evitare il cambio colore: nella provincia autonoma ci sono venti comuni in zona rossa con il coprifuoco fino al 7 dicembre. 

Sale a livello nazionale l'incidenza settimanale dei casi di Covid, a 125 per 100mila abitanti contro i 98 di sette giorni fa, mentre resta «stabile» l'indice di trasmissibilità Rt, a 1,23 (sopra la soglia epidemica). In aumento i tassi di occupazione nei reparti ordinari e in terapia intensiva. Le occupazioni delle aree mediche e delle terapie intensive sono rispettivamente all' 8,1% (era il 6,9% la settimana precedente) e 6,2% (era il 5,3% una settimana fa), quindi sotto la soglia di allerta ma «la situazione epidemiologica tende a peggiorare», sottolinea Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute, nel video in cui illustra i numeri del report settimanale. Nel report si evidenzia un altro aspetto importante: risulta in forte aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (sono 23.971 contro i 15.773 della settimana precedente). 

Le fasce d'età sotto i 19 anni sono le più colpite, riferisce il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro. In particolare la fascia d'età dove la variazione dell'incidenza, sia a 7 che a 14 giorni è più elevata è quella tra i 6 e gli 11 anni. 

Se le cose non cambiano, le proiezioni del fabbisogno di posti letto tra 30 giorni rischiano di aumentare di molto. Per capire: solo 5 regioni su 21 si tengono sotto il 50% di probabilità di saturare oltre soglia i reparti ordinari. 

Le regioni dove l'allarme è più alto: Friuli e Bolzano

La regione Friuli Venezia Giulia ha superato i parametri ospedalieri previsti per rimanere in zona bianca: si registrano posti letto occupati nei reparti ordinari e nelle rianimazioni oltre soglia. L'incidenza è pari a 346,4 casi per 100mila abitanti. 

 

La provincia autonoma di Bolzano ha un'incidenza di casi molto alta (458,9 su 100mila abitanti) e ha poco più della metà della popolazione vaccinata completamente. Inoltre secondo il report dell'Iss ha il 10% (e non l'8%) dei posti in terapia intensiva occupati. 

La situazione nelle altre regioni e le province con un'incidenza alta

In tutte le Regioni tranne la Basilicata si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi, con variazioni che vanno dal 1,3% della Regione Toscana al 124,3% della Valle D’Aosta. Inoltre, in 92 Province si registra un’incidenza pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti: in Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte e Veneto tutte le Province superano questa soglia.

In 18 Province si contano oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Trieste (674), Gorizia (492), Bolzano (442), Forlì-Cesena (311), Padova (274), Rimini (249), Aosta (248), Ravenna (214), Treviso (213), Venezia (213), Vicenza (200), Pordenone (186), Udine (183), Fermo (172), Ascoli Piceno (166), Belluno (162), La Spezia (162) e Imperia (160). Importantissimo in questo caso che le amministrazioni locali azionino un freno d'emergenza tempestivo con ordinanze mirate (modello Alto Adige). 

Anche le  Marche hanno l'11% dei posti in terapia intensiva occupati (sopra soglia). 

Il Veneto risulta classificata a rischio alto questa settimana. Il territorio che versa in condizioni più critiche è la provincia di Padova.  «Ad oggi abbiamo 18 posti di terapia intensiva occupati su 18 disponibili: siamo al limite, anche se contiamo già oggi di trasferire 3 pazienti. Purtroppo, assistiamo ad un lento ma costante e progressivo aumento dei casi gravi da Covid: si questi 15 sono non vaccinati, con il più giovane di 36 anni, ed una media di fascia d'età che va dai 50 ai 50 anni, tutti pazienti che prima di ammalarsi erano in buone condizioni di salute, e senza altre patologie». Così all'Adnkronos Ivo Tiberio primario del reparto di terapia intensiva dell'Azienda Ospedaliera di Padova lancia l'allarme sulla situazione che sta peggiorando progressivamente con un aumento dei casi gravi di Coronavirus«Da un reparto misto, abbiamo dovuto trasformare la terapia intensiva in un reparto solo riservato al Covid: nell'ultima settimana abbiamo ricoverato 11 nuovi pazienti - avverte Tiberio- Dopo che avevamo segnato un numero minimo di ricoveri a luglio, è partita questa quarta ondata che è andata via via peggiorando nel tempo, con una decisa accelerazione appunto nell'ultima settimana. E la preoccupazione è che cresca ancora. Anche perchè l'aumento da noi poi ricade automaticamente anche nei reparti di semi intensiva e in quelli di medicina». Infine il Tiberio  spiega che «da quanto ho potuto sentire dai pazienti che non si sono vaccinati  la motivazione più diffusa è la paura, per false credenze e per scetticismo nei confronti del vaccino. Ma il ricovero in terapia intensiva  e l'intubazione non è una passeggiata: anche quando escono dalla rianimazione, la riabilitazione ha dei tempi lunghi e non mancano le conseguenze a lungo termine. Molti di loro si sono pentiti della scelta fatta, si scusano con noi  hanno capito di aver fatto una scelta sbagliata, e ci ringraziano per quanto facciamo per loro», conclude. 

In Lombardia, nell'ultima settimana, i numeri dei contagi sono cresciuti «leggermente». Lo ha detto il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana sottolineando che «la Lombardia continua a mantenersi in zona bianca». La regione ha il 5% dei posti letto occupati in terapia intensiva e l'11% in area non critica. «Non dobbiamo dimenticare che la crescita è leggermente rallentata, c'è stata una crescita inferiore rispetto alle settimane passate. Per quanto riguarda alcuni dati come l'incidenza settimanale - ha proseguito Fontana - siamo sempre sotto la media, in Lombardia si attesta all'119,7 contro la media nazionale dell'125,4 il che ci lascia un minimo di ottimismo, soprattutto ci dà la conferma che le scelte che abbiamo fatto con queste vaccinazioni di massa siano quelle giuste». Inoltre in Lombardia sono triplicate le quarantene nelle scuole: ci sono oltre 15mila alunni in isolamento.

 

 

Ultimo aggiornamento: 27 Novembre, 10:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA