CORONAVIRUS

Roma-Lido, la ressa c’è già: «A settembre impossibile viaggiare con gli studenti»

Martedì 4 Agosto 2020 di Stefania Piras
​Roma-Lido, la ressa c’è già: «A settembre impossibile viaggiare con gli studenti»

«E non è ancora ricominciata la scuola». L’espressione di Anna ingabbiata dalla mascherina è rassegnata: «Sono tornata in ufficio dallo smart working e per arrivare in tempo ed evitare gli assembramenti delle 7 e 30 parto alle 6 e 30, è davvero complicato: c’è la ressa e ci alitiamo tutti addosso», dice salendo a bordo della corsa che la riporterà ad Acilia, «è una fermata dove la mattina si spinge per entrare», racconta. Le ore critiche sono alle 7 e 30 e alle 20. I treni della Roma-Lido scoppiano già adesso nelle ore di punta. Immaginare di viaggiare insieme agli studenti è un incubo: l’assembramento sarà assicurato. Anche perché i paletti del distanziamento sociale sono completamente saltati. 

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Ieri, un normalissimo lunedì agostano i convogli per andare al mare e tornare erano strapieni. E non era nemmeno domenica. «Gli adesivi sulle sedute? Non servono a nulla», commenta Marco. Basta allungare lo sguardo dentro la carrozza e si scopre che le norme anti Covid sono ignorate: si è tornati a viaggiare come se il coronavirus non esistesse. Infatti i ragazzini che hanno passato la giornata in spiaggia e tornano a casa si siedono anche dove compare l’adesivo e l’imperativo di lasciare il posto vuoto per evitare possibili contagi. Loro, ignari del pericolo di infettarsi, si accomodano vicini, e per giunta senza mascherina. C’è un anziano seduto vicino a loro che li guarda ma non dice nulla: sono in sette e quattro di loro non indossano la mascherina. Meglio non protestare, tanto non ascolterebbero. 

«Sono tornata al lavoro dalla maternità a maggio, prendo questo treno tutti i giorni ed è un disagio grande: non ho mai visto controlli o vigilantes che ricordano l’importanza di stare distanti e indossare la mascherina», racconta Elvira, 36 anni a cui è capitato di assistere anche a liti molto accese tra passeggeri che imponevano ad altri viaggiatori di indossare la mascherina. Qui vige il fai da te. 

A Roma San Paolo, la corsa del pomeriggio sembra accettabile: tempo pochi minuti e a Eur Magliana i convogli si riempiono a dismisura. Impossibile rispettare il distanziamento. Anche stavolta si vedono giovanissimi che non indossano la mascherina: non ce l’hanno sotto il mento o a portata di mano, proprio non ce l’hanno. 

«Guarda, anche se nessuno si siede vicino a me, si aggrappano alle maniglie accanto a me o davanti: il distanziamento qua dentro è infattibile», dice Marco che è seduto in un posto all’estremità delle quattro sedute a disposizione. A quaranta centimetri dalla sua bocca c’è la maniglia che serve agli altri viaggiatori per non cadere e che per non sedersi accanto a lui, ovviamente usano. 

Il ritorno dal litorale verso Roma è un altro viaggio di assembramenti. Alle 17 e 30 la stazione Ostia Stella Polare si prevede già piena a giudicare dalla banchina. «Spesso aspettiamo corse meno affollate», dicono Camilla, Ottavia e Federica che hanno 17 e 18 anni. «Frequentiamo il classico Anco Marzio e lo scientifico Labriola, prendiamo questo trenino per andare a scuola e di solito si sta come sardine: non sappiamo come sarà». Poco lontano ci sono quattro ragazzi che occupano tutti e quattro i posti fregandosene che due dovrebbero essere liberi. I vetri sono chiusi, l’aria condizionata va e viene mentre una signora lotta con i colpi di tosse. E non è ancora ricominciata la scuola. 
 

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