Covid, focolaio all'Ama, 55 positivi: salta la raccolta a Roma Est

Domenica 25 Ottobre 2020

Il Covid non risparmia l'Ama. All'interno dell'azienda sono 55 gli addetti alla raccolta e gli operai delle rimesse che si sono contagiati. E altre centinaia, invece, sono i dipendenti che sono stati costretti ad andare in auto isolamento, perché entrati in contatto con colleghi positivi. E questa situazione sta avendo non poche ripercussioni sulla raccolta dei rifiuti, che soprattutto nel quadrante Est della città registra forti ritardi: cassonetti pieni, sacchetti sui marciapiedi e sporcizia sulle strade.

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PROBLEMI VECCHI E NUOVI
Mai come in questo periodo la municipalizzata sconta i suoi atavici problemi: un terzo dei camion per ritirare i sacchetti fuori uso oppure fermo nelle officine; l'aggravio di lavoro legato al fatto che l'azienda nel Centro storico deve occuparsi adesso anche della raccolta di bar e ristoranti; le minori tonnellate raccolte a Rocca Cencia, unico Tmb di proprietà di Ama, e l'assenza di centri di trasbordo e di trasparenza, che rallentano i trasporti e tutta la filiera del ciclo dei rifiuti.
In questa situazione le centinaia di addetti tra positivi e quelli costretti ad andare in quarantena in attesa dell'esito del tampone, rendono più difficile una situazione già ai limiti. E gli effetti si stanno già vedendo in questi giorni soprattutto nell'area orientale di Roma: tra Tor Pignattara, la Prenestina, Centocelle, Tor de Schiavi e il Casalino, da giorni, si accumulano rifiuti nei cassonetti, che non vengonosvuotati nei tempi adeguati. E problemi si registrano a Nordest verso Talenti e il Quartiere Africano e nella zona Nordovest della Capitale come la Magliana, Torrevecchia e Primavalle. Spiegano dall'azienda che, «visti i gap di personale, si fa sempre più fatica a garantire i giri».
AUMENTANO I FOCOLAI
Focolai nell'azienda sono stati riscontrati sia nelle principali autorimesse (Rocca Cencia, Ponte Malnome, Salario e via Romagnoli) sia in alcune zone (come nei pressi di Cinecittà, Dragona e viale dei Romanisti). La municipalizzata ha allungato lo smart working fino al 31 gennaio prossimo e permesso agli operatori di entrare in servizio soltanto se «negli ultimi 14 giorni non sono stati in contatto con persone risultate positive al Covid-19 o provenienti da zone a rischio secondo le indicazioni dell'Oms».
Denuncia però Alessandro Bonfigli, coordinatore della Uil Trasporti del Lazio: «Si sono spesi centinaia di migliaia di euro per dare aumenti ai dirigenti e spesso non abbiamo neppure i soldi per i termometri. Non siamo nelle condizioni dei primi mesi del Covid, ma servono maggiori controlli per garantire che si rispettino le regole. L'azienda, poi, commette imperdonabili errori come non comunicare alle squadre se ci sono positivi nelle zone dove raccolgono e dimenticarsi di dare i guanti a chi fa le docce». Intanto, l'altro ieri, Virginia Raggi ha annunciato che i dipendenti di Ama, come quelli di Atac e quelli comunali, saranno sottoposti a tamponi rapidi. Mentre dal X Municipio la consigliera leghista Monica Picca ha chiesto all'azienda di istituire con le Asl «un percorso differenziato per fare i test ai dipendenti dopo l'aumento dei casi a via Romagnoli».
Francesco Pacifico
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