Il bambino conteso tra genitori e nonni,
guerra in tribunale per l'affidamento

Lunedì 2 Dicembre 2019 di Viviana De Vita
Ha cinque anni e, dopo la separazione dei suoi genitori, rischia di trasformarsi in un pacco postale: un giorno a casa della mamma, uno dal papà e uno ancora dai nonni che, al pari dei genitori, pretendono che il loro diritto a frequentare il bambino sia stabilito dai giudici. Ad approdare in un’aula di tribunale, è l’ennesima guerra scatenatasi quando l’amore tra i coniugi naufraga ma, questa volta, a contendersi l’amore del bambino, sono i nonni materni che, dopo un riavvicinamento tra i genitori del piccolo desiderosi di deporre le armi per tutelare la serenità del bambino, hanno trascinato la figlia davanti al tribunale per i minori, al fine di sancire i loro diritti di nonni. Rappresentati dall’avvocato Nicodemo Anamia, i nonni materni chiedono al tribunale per i minori un provvedimento che imponga alla figlia dei regolari rapporti di frequentazione tra loro e il nipotino, pretendendo inoltre di essere informati in relazione agli eventi della vita del minore e, ancora, chiedono la possibilità di vedere e tenere con loro il bambino in determinate occasioni.

L’avvocato Anamia, nell’articolare il ricorso, fa riferimento all’articolo 317 bis del codice civile, «Rapporti con gli ascendenti» secondo cui «i nonni hanno diritto a mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni e, in caso d’impedimento di questo diritto, si può ricorrere al giudice affinché siano adottati i provvedimenti più idonei nell’esclusivo interesse del minore». Diversa la tesi dei genitori del bambino che, rappresentati l’uno dall’avvocato Carmela Grieco e, l’altra, dall’avvocato Erminia Veronica Mandarino, eccepiscono la «totale inopportunità della domanda», evidenziando che la madre del bambino non ha mai reciso i legami tra il piccolo e i nonni ma ha solo mirato all’interesse del figlio mettendo da parte le problematiche coniugali.
Ultimo aggiornamento: 07:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA