Blitz in ospedale, 5 tecnici indagati:
non erano iscritti all'albo

Mercoledì 24 Luglio 2019 di Daniela Faiella
Sono in tutto cinque le persone iscritte nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta scaturita dai sequestri del Nas all’ospedale di Pagani: quattro tecnici di laboratorio biomedico, sorpresi a lavorare anche se privi della necessaria iscrizione all’albo professionale, ed un dirigente medico del reparto di Anatomia e Istologia patologica, nella stanza del quale i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato 33 campioni biologici in formalina, custoditi impropriamente in cartoni e buste di plastica nonché privi del protocollo di ingresso della struttura sanitaria. Se per i primi la procura di Nocera Inferiore ha deciso di procedere per esercizio abusivo della professione, la posizione del medico è decisamente più delicata e sembra essersi aggravata ulteriormente alla luce della seconda attività di controllo dei carabinieri scattata l’altro ieri mattina, a quindici giorni dal primo blitz.

Lunedì mattina i militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Salerno, coordinati dal maggiore Vincenzo Ferrara, sono infatti ritornati all’ospedale di Pagani per acquisire nuovi atti e materiale ritenuto di interesse investigativo, in virtù di un decreto di perquisizione firmato dal sostituto della procura di Nocera Inferiore Anna Chiara Fasano, titolare dell’indagine. Anche in questa seconda circostanza gli uomini del maggiore Ferrara avrebbero rinvenuto, sempre nella stanza del dirigente medico indagato, altri reperti biologici privi delle informazioni di tracciabilità. Il professionista sarebbe stato sorpreso proprio mentre armeggiava i contenitori in vetro che contenevano i frammenti, riferendo ai carabinieri di non sapere il motivo per cui quei campioni erano nella sua stanza. All’interno di un armadietto, dietro la scrivania del dirigente medico, sono stati rinvenuti altri due campioni biologici anonimi. Anche rispetto alla presenza di questi frammenti, il medico non avrebbe saputo fornire spiegazioni plausibili. © RIPRODUZIONE RISERVATA