Comprò la pistola a Salerno
per un agguato a Roma: arrestato

Giovedì 28 Aprile 2022 di Petronilla Carillo
Comprò la pistola a Salerno per un agguato a Roma: arrestato

Dopo due anni pensava di essere finito nell’oblio della memoria. Forse, avendo saputo che l’uomo a cui aveva sparato si era salvato, pensava che tutto potesse risolversi in una bolla di sapone. Così ha deciso, per le festività pasquali, di rientrare a casa. Una decisione fatale per Daniele Minichino, ricercato per tentato omicidio, ed arrestato dai carabinieri di Montesacro, nella periferia di Roma. L’uomo, che negli ultimi due anni aveva fatto perdere le tracce andando in Spagna, è originario di Salerno e non ha mai interrotto il suo rapporto con la cittadina campana tanto che a Salerno venne ad acquistare la pistola con la quale due anni fa sparò al macedone Alili Dzabir divenuto, a seguito di quella violenza, paraplegico. 

Minichino, imprenditore del settore della ristorazione, si trova ora nel carcere di Lanciano. E ben presto dovrà presentarsi dinanzi al gip per raccontare la propria versione dei fatti e rispondere alle domande degli inquirenti. 

La sera del 5 agosto 2020 il 39enne e la vittima, entrambi ristoratori e pregiudicati, si erano dati appuntamento in via Muccia a San Basilio per risolvere un prestito fatto dal cittadino macedone all’italiano. Alcuni residenti della zona sentirono i colpi di pistola e le urla e chiamarono i carabinieri. Ma, una volta sul posto, i militari non trovarono nulla. Nonostante ciò non si diedero per vinti: nel corso di alcune perlustrazioni della zona e dei luoghi adiacenti, fermarono un’auto guidata da un italiano che aveva appena caricato un uomo, insanguinato e in gravissime condizioni. Il passeggero: il macedone, allora 47enne, era ferito alla testa e all’addome da colpi di arma da fuoco. Fu immediatamente trasferito, in fin di vita, in ospedale dove fu sottoposto ad un intervento chirurgico che servì a salvargli la vita ma non le gambe. Le indagini dei carabinieri si concentrarono proprio sul passato della vittima, pregiudicato. Fu così che, passo dopo passo, riuscirono ad individuare il presunto responsabile che è stato prima ricercato e poi arrestato nei giorni scorsi. Quindi su un bossolo, calibro 7,65 ritrovato in strada. E così sono riusciti ad individuare il salernitano e ricostruire quando accaduto. Trovando l’arma nel corso di una perquisizione.

I carabinieri hanno ipotizzato a carico di Minichino anche l’aggravante della premeditazione. I due si erano sentiti e avevano deciso di incontrarsi per dirimere una controversia legata ad un credito rivendicato dal macedone. Un debito che, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, oscillava tra i 5 e i 30 mila euro. Il 39enne, anche lui ristoratore di San Basilio, però di pagare quei soldi non ne aveva affatto voglia. Anzi, il suo obiettivo era ben altro. Il giorno precedente all’appuntamento il ristoratore italiano era difatti andato a Salerno, città di origine della famiglia, per procurarsi un’arma e cercare complici per tendere l’agguato mortale al titolare della pizzeria. L’appuntamento in via Muccia, così, si è trasformato in una trappola. Minichino sparò due volte il rivale, una colpendolo alla testa e l’altro all’addome. Nella vicina via Fabriano la squadra scientifica dei carabinieri trovò anche un bossolo di proiettile sull’asfalto. Segno di una probabile fuga della vittima. Non solo. Nel corso delle indagini, inoltre, i carabinieri hanno documentato come vi fosse la volontà di uccidere da parte del 39enne, non riuscendoci solamente perché l’arma si era inceppata. Che lo scopo fosse quello di far fuori per sempre il suo rivale, lo testimonierebbero anche le condizioni fisiche del titolare della pizzeria. 

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