Patto tra clan e candidati a Nocera,
l'Antimafia: «Cesarano mediatore»

di Nicola Sorrentino

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Potrebbe essere sentito già tra lunedì e martedì l’ex vicesindaco di Nocera Inferiore Antonio Cesarano, arrestato due giorni fa dalla Procura Antimafia per scambio elettorale politico-mafioso. L’ex assessore della giunta Romano ha trascorso il suo primo giorno in carcere, a Fuorni. Per la Dda, è lui la «mente» dietro quel patto criminale stipulato dal boss ex cutoliano Antonio Pignataro e i candidati al consiglio comunale Carlo Bianco e Ciro Eboli. Il suo avvocato difensore, Annalisa Califano, è impegnata a preparare la difesa in vista dell’appuntamento con il Gip. L’accusa è delle peggiori, con una richiesta d’arresto firmata ad ottobre ed eseguita ora, nel mese di gennaio. Su Cesarano pesa più di tutto il verbale d’interrogatorio dell’amico ed ex consigliere comunale Carlo Bianco. Oltre ad una pronuncia del Riesame, che ad ottobre lo aveva già individuato come «mediatore e regista» dello scambio tra clan e politici, il «trait d’union» tra la camorra e le istituzioni. 
Domenica 14 Gennaio 2018, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio, 23:58
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