Accusata di maltrattamenti sull'alunna,
assolta la maestra elementare

Mercoledì 27 Novembre 2019 di Petronilla Carillo
Assolta per non aver commesso il fatto. Per Flora Moio, insegnante dell’istituto comprensivo Gerardo Sasso di Amalfi si conclude così, dopo due anni, la lunga vicenda giudiziaria che l’ha vista imputata in un processo per maltrattamenti fisici e psicologici nei confronti di una sua alunna di quarta elementare. È stato il giudice Paolo Valiante a riconoscere la sua innocenza al termine di un lungo dibattimento durante il quale l’insegnate si è affidata agli avvocati Arturo Frojo e Francesco Gargano. A rappresentare la parte civile, ovvero la bimba di otto anni e la sua famiglia, l’avvocato Giuseppe Della Monica. 

Ha inizio con la denuncia dei genitori della bambina i quali dichiararono che la figlia aveva trovato a scuola un ambiente ostile e con modalità di comportamento che si scontravano con gli insegnamenti della sua famiglia. Secondo le accuse dei genitori, che sono poi state smantellate nel corso del dibattimento, l’insegnante l’avrebbe mortificata con frasi del tipo «Stai zitta tu che sei falsa e bugiarda, la vedete? Abbiamo fatto un’altra maestra». Quindi l’avrebbe più volte rimproverata senza ragione, negandole il permesso di andare al bagno, fino a strattonarla con violenza per un braccio, provocandole lesioni. In una circostanza, inoltre, avrebbe afferrato con violenza la minore per il braccio sinistro causansole una “contusione con sospetta infrazione muscolare”. Episodi che i suoi legali, gli avvocati Frojo e Gargano, sono riusciti dimostrare come non veritieri tanto da convincere il giudice.

In efeftti l’iter giudiziario dell’insegnante è stato molto lungo. Basti pensare che oggi quella bambina ha quasi quindici anni. Per due volte, difatti, la procura chiede l’archiviazione del fascicolo e per due volte, dopo l’opposizione della famiglia, il fascicolo viene riaperto. In sede di udienza preliminare l’avvocato Della Monica porta ulteriori elementi di prova e la maestra va a processo. Per due lunghi anni, l’insegnante si è difesa in aula cercando di dimostrare la propria estraneità. L’altro giorno, finalmente, l’assoluzione che dovrebbe restituire serenità alla donna e ridarle la dignità professionale che in questi anni le è stata calpestata. Si attendono ora le motivazioni della sentenza, che verranno depositate non prima di novanta giorni, per cercare di capire quali siano gli elementi che hanno spinto il giudice a credere alla versione dell’imputata e del suo collegio difensivo.  Ultimo aggiornamento: 07:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA