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Sala Consilina, ancora chiuso il canile,
pronta l'interrogazione al ministero

Martedì 16 Novembre 2021
Sala Consilina, ancora chiuso il canile, pronta l'interrogazione al ministero

A oltre un anno dalla ratifica del protocollo d'intesa per la gestione del rifugio comprensoriale della Comunità Montana Vallo di Diano, sottoscritto il 23 luglio 2020 dall'azienda sanitaria locale, il centro regionale di Igiene urbana e veterinaria e la Comunità montana, il canile ubicato in località Marroni a Sala Consilina, in costruzione da circa un ventennio, è ancora fermo al palo.

«Alcuni territori interni della provincia di Salerno vivono una vera e propria emergenza randagismo e il Vallo di Diano ne è l’emblema. La vasta area orientale della provincia infatti non dispone di un presidio deputato alla cura ed alla custodia degli animali senza dimora». È quanto dichiarano in una nota congiunta il presidente della commissione regionale aree interne Michele Cammarano e la deputata salernitana Anna Bilotti pronti a sottoscrivere due interrogazioni indirizzate rispettivamente alla giunta regionale e al Ministro della sanità. «Vogliamo capire innanzitutto per quale motivo il nuovissimo canile comprensoriale non sia ancora operativo e anzi versi in uno stato di assoluto abbandono. Gli ultimi atti dello scorso anno fanno riferimento ad un protocollo di intesa tra la regione Campania, nello specifico Asl Salerno e Criuv, e la Comunità Montana Vallo di Diano con indicazione di funzioni e obiettivi e con un cospicuo stanziamento di fondi ma ad oggi non non sono chiari i motivi della mancata apertura».

Secondo il documento, infatti, la struttura dovrebbe assumere compiti di controllo demografico dei cani, di attivazione di servizio di accalappiamento, di sterilizzazione degli animali e di garanzia per il servizio di pronto soccorso in base a quanto previsto dalla recentissima normativa regionale. «È un altro classico esempio di emarginazione delle aree interne. Mentre le aree urbane, grazie a presidi veterinari efficienti, restano praticamente indenni dal problema, i cittadini delle nostre aree interne sono abbandonati al loro destino. Dobbiamo capire infatti che il randagismo non è un fenomeno di poco conto ma una piaga che pregiudica i livelli essenziali di assistenza per i cittadini e il benessere degli animali stessi» continua Bilotti. Di qui l'interrogazione al Ministero della Salute che la deputata salernitana ha predisposto, in attesa del deposito, per sapere quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, si intendano mettere in atto, «Onde verificare l’effettivo avvio dell’attività del rifugio, anche attraverso specifici controlli demandati alle autorità competenti, ai fini di assicurare, nello specifico caso per il territorio del Vallo di Diano, i livelli essenziali di assistenza (Lea), in particolare in tema di lotta al randagismo e di tutela dell’igiene urbana veterinaria, per garantire il contemperamento della salute umana con quella animale».

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La ratifica porta la data del 10 ottobre 2020: a oggi non risulta alcun intervento per ripristinare ed adeguare l'area che anzi rischia di diventare una discarica: «Come indicato nel recente piano di controllo nazionale pluriennale 2020-2022, al Ministero della Salute spetta provvedere, oltre all’elaborazione delle linee guida, anche l’effettuazione di ispezioni e audit sul territorio nazionale e di controlli su canili e rifugi», ricorda Bilotti, evidenziando che «nonostante l’iter burocratico si sia concluso ormai da tempo, l’attività del canile comprensoriale non è nei fatti ancora iniziata, e la struttura, secondo quanto si apprende anche da fonti giornalistiche locali, langue in uno stato di incuria, tanto da essere divenuta luogo di abbandono di oggetti ingombranti e rifiuti vari».

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