Il cartoon napoletano. «L'arte della felicità» di Rak vince l'Efa, l'Oscar europeo

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"L'arte della felicità" di Alessandro Rak ha vinto a Riga la ventisettesima degli European Film Awards, gli Oscar europei, nella categoria miglior film d'animazione. «Non so che dire, anche perchè conosco poco l'inglese, ma dedico questo premio alla mia città, Napoli, e ai miei due nipoti, Nicolò e Ludovico, che mi stanno guardando in tv e mi danno gioia», ha commentato a caldo Rak, commosso per il prestigiosissimo film che premia l'animazione napoletana: "L'arte della felicità" è stato realizzato a Napoli da 40 autori, tra cui soltanto 10 disegnatori e animatori dello studio Mad entertainment, primato assoluto per un film cinematografico d'animazione.

Il film racconta la storia di Sergio, un tassista napoletano che, sotto una pioggia incessante, porta i suoi clienti per la città, sempre più degradata. Al contempo cerca di metabolizzare la morte del fratello, partito per il Tibet dieci anni prima e mai tornato. Sui sedili del suo taxi si avvicendando un cantante, un speaker della radio, un vecchio zio e altri personaggi che recano ognuno una traccia del fratello scomparso. Sergio si fa così trascinare dal taxi e dai ricordi, nonché dalla musica prodotta col fratello. Quindi si siede al pianoforte e inizia a realizzare i suoi sentimenti nelle note che credeva perdute.

Fondamentale nella riuscita del cartoon la colonna sonora, anch'essa tutta made in Neaples, con contributi di Foja, Ilaria Forni e Francesco Graziani, Joe Barbieri e Gnut, tra gli altri, oltre alle musiche di originali di Antonio Fresa e Luigi Scialdone.

«La vittoria di Davide contro Golia, abbiamo battuto colossi realizzati con milioni di euro, la vittoria di Napoli e della sua passione, del suo talento della sua creatività, della sua musica». È commosso fino alle lacrime il produttore dell'Arte della felicità Luciano Stella, al telefono da Riga, appena dopo la vittoria dell'Oscar Europeo (Efa).

Un nuovo miracolo per il cartoon per adulti nato nel centro storico di Napoli, dal lavoro di una factory dal nome già folle, MAD, che ha sede in piazza del Gesù, palazzo quello dove furono ambientati "Matrimonio all'italiana" e l'episodio dell'"Oro di Napoli" in cui De Sica giocava a carte con il figlio del portiere.


«Ringrazio tutti i ragazzi che hanno lavorato al film e il grande Alessandro Rak - racconta il produttore napoletano che dieci anni fa inventò un festival che portava il nome poi preso dal film - il nostro sogno si è avverato, raccontare Napoli con creatività e originalità, abbiamo dimostrato che le idee valgono a volta più del denaro».

Uscito nelle sale con un ottimo riscontro lo scorso autunno dopo un passaggio evento alla Mostra di Venezia, "L'arte della felicità", che racconta una Napoli piovosa, poetica ma piena di sogni e desideri, aveva collezionato già molti premi internazionali ed aveva provato anche la scalata al Golden Globe.

«Abbiamo battuto due mega produzioni francesi con una piccola produzione indipendente, ma ha vinto sopratutto l'anima di un gruppo di persone in una città difficile e straordinaria» dice Luciano Stella. Da pochi giorni dal film è stata tratta anche una graphic novel edita da Rizzoli Lizard, già alla seconda ristampa, con prefazione di Roberto Saviano.

Ma le festa del cinema è continuata con
«La mafia uccide solo d'estate» di Pif che ha vinto tra le commedie.
Sabato 13 Dicembre 2014, 20:15 - Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre, 11:08
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