Tullio De Piscopo, una fiction sulla sua vita e il ricordo di Pino: «Mi massaggiò le ginocchia»

Mercoledì 21 Aprile 2021 di Gennaro Morra
Tullio De Piscopo

Il pretesto per l’intervista a Background, programma in onda su Canale Uno (855 del Dgt), è stato un post che Tullio De Piscopo ha pubblicato sulla sua pagina Facebook in cui riportava il messaggio di un neolaureato in batteria jazz, che ha titolato la sua tesi finale Tullio De Piscopo, ritmo e passione. E allora la conversazione tra il giornalista Mario Pelliccia e il musicista e cantautore partenopeo non poteva partire se non dai giovani.

«Ci sono tanti ragazzi bravi, innamorati del ritmo e della batteria, che vorrebbero seguire le mie orme, ma non trovano una collocazione – ha esordito l’artista –. Non ci sono spazi per suonare, ma questo accadeva anche prima della pandemia, quando questi ragazzi si presentavano al proprietario di un locale con una demo e quello gli chiedeva quanta gente erano in grado di portargli. E magari a fine serata nemmeno li pagava, anzi, gli chiedeva pure i soldi del panino che avevano consumato». Ma oggi sono proprio i giovani la sua principale occupazione: «Qui a Milano (da dove era collegato via Skype, ndr) insegno batteria all’accademia, una cosa che mi piace molto anche in questo periodo in cui faccio lezioni online – ha rivelato il 75enne –. E per ora mi limito a quello, ma non vedo l’ora di tornare a fare live, mi manca molto il palco». Una voglia di suonare dal vivo, che però non lo porta a chiedere di riaprire tutto a ogni costo: «Non è il momento di abbassare la guardia, bisogna continuare a proteggerci, indossando le mascherine e mantenendo il distanziamento – ha sostenuto –. Già a settembre pensavamo di esserne usciti, di poter trascorrere un Natale tranquillo, invece il Covid si è portato via tanti amici. È stato terribile».

E, mentre aspetta di tornare a esibirsi dal vivo in sicurezza, sta lavorando ad altri progetti: «Non credo che pubblicherò un nuovo disco, perché è cambiato il mercato e sono cambiati i gusti e io nella musica di oggi non mi ci ritrovo – ha spiegato De Piscopo –. Nei nostri brani storici, i miei o quelli di Pino, c’era ritmo e armonia, invece le canzoni di oggi non le capisco. Però posso annunciare che prossimamente uscirà un documentario e una fiction su di me, sulla vita di questo scugnizzo partito da Porta Capuana».

Poi, prima di salutarlo, il conduttore gli ha chiesto un aneddoto inedito su Pino Daniele: «Nel dicembre del 2014 eravamo in tour, ma io quella sera non mi sentivo molto bene, mi facevano male le ginocchia – ha ricordato il batterista –. Allora lui ha mandato qualcuno a comprare una crema e siamo andati nel suo camerino. Così, quando è arrivata la crema, ha iniziato a massaggiarmi le ginocchia e intanto mi diceva: “Teniamo ancora un sacco di cose da fare insieme”. Stava lavorando a un nuovo disco in cui sarebbe tornato a cantare solo in napoletano, ma purtroppo qualche giorno dopo se n’è andato». Ma, afferrando un vecchio cd dell’amico da uno scaffale, si corregge: «In realtà lui è sempre con me e non mi lascia mai. Anche qui in casa, ovunque mi giro, c’è Pino».

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