Morto Gianrico Tedeschi, aveva 100 anni: dal teatro, a Carosello, al varietà. L'esordio in un campo di prigionia

Martedì 28 Luglio 2020
Morto Gianrico Tedeschi, aveva 100 anni: dal teatro, a Carosello, al varietà. L'esordio in un campo di prigionia

Aveva compiuto 100 anni ad aprile, ricevendo gli auguri di compleanno dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e ieri se n’è andato nella sua casa sul Lago d’Orta, dove viveva con la moglie e le figlie Sveva ed Enrica. Così si chiude il lungo arco del milanese Gianrico Tedeschi, grande attore della Rai degli sceneggiati, amatissimo a teatro dove aveva debuttato nel 1947 con Giorgio Strehler, ma legato indissolubilmente - per un’intera generazione - al marchio delle caramelle Sperlari: stringendo fra le mani il “cofanetto così bello che non si scarta mai”, Tedeschi era diventato un volto popolare della trasmissione Carosello, per approdare poi, con le stesse pubblicità, nella televisione commerciale degli anni Ottanta.

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La sua vita era stata segnata dalla guerra fin da giovane quando, dopo aver partecipato alla campagna di Grecia, fu fatto prigioniero dai fascisti e internato nei campi di prigionia di Beniaminovo, Sandbostel e Wietzendorf. Fu proprio qui, durante i duri mesi nei lager, che Tedeschi conobbe il teatro, recitando per la prima volta per i detenuti l’Enrico IV di Pirandello. Dopo l’incontro con Strehler, avvenuto in occasione della sua laurea all’Accademia, Tedeschi si dedicò esclusivamente al palcoscenico, recitando anche in Russia e negli Stati Uniti, e spopolando in coppia con Renato Rascel. Nei primi anni Sessanta approdò in Rai, dove prese parte a tutti i più grandi sceneggiati dell’epoca, da Delitto e castigo a I gabbiani, cimentandosi anche nel varietà di Antonello Falqui (Eva ed io). Mentre negli anni Settanta inizia la sua collaborazione con la Sperlari, è la radio a intercettarne il grande talento di attore drammatico dotato di una fortissima vena brillante: del 1973 è la partecipazione a Gran Varietà, condotto da Raffaella Carera, nel quale l’attore brizzolato rivestiva il ruolo del raffinato, e incomprensibile, “Conversatore della domenica”. Attivo a teatro per tutto il corso degli anni 2000 (nel 2011 è premio Ubu come miglior attore per La compagnia degli uomini, regia di Luca Ronconi), Tedeschi al cinema fu più famoso come doppiatore (Walter Matthau, Michael Simon, Boyer) che come attore: all’attivo ha una quarantina di film, tra cui Il federale di Luciano Salce e Brancaleone alle crociate di Mario Monicelli, con un’ultima apparizione sul set nel 2013, per Viva la libertà di Roberto Andò.

Ultimo aggiornamento: 12:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA