Pomigliano, la grinta di Panico:
«Volevamo dare un segnale»

Domenica 10 Ottobre 2021 di Diego Scarpitti
Domenico Panico

Il paradosso di Liedholm. «Si gioca meglio in 10 contro 11». Deve averlo ben compreso (e sperimentato) Domenico Panico, tecnico del Pomigliano. «E’ la palla che deve correre, lei non suda», amava ripetere il Barone svedese. E l’espulsione al 67’ di Zhanna Ferrario («assurda, rivedendo le immagini») non ha condizionato minimamente l’esito della sesta giornata di campionato. Anzi ha compattato le pantere, che si sono esaltate, riuscendo a supplire nel migliore dei modi alla mancanza in campo di una loro compagna.

 

Ranghi serrati e palla in avanti. L’inferiorità numerica ha galvanizzato le campane, tanto da vincere in rimonta a Formello contro la Lazio. «Volevamo a tutti i costi dare un segnale», ammette il tecnico napoletano. Impresa bis dopo il successo interno con l’Inter. «Era molto importante dare continuità di risultati, ma aggiungerei anche di prestazioni». Prova di forza e successo significativo in uno scontro diretto. «Lavoriamo per cercare di fare punti con chiunque», osserva Panico.

Un bel tesoretto racimolato: 7 punti. «Il campo ce lo aspettavamo in condizioni migliori», afferma il coach granata. Pomigliano di lotta e di governo, in casa e in trasferta. «Anche di qualità, nel mondo in cui abbiamo tenuto il controllo della gara in inferiorità numerica». Non c’è tempo di rifiatare né di cullarsi sugli allori. Domenica mattina di allenamento per capitan Deborah Salvatori Rinaldi. Il freddo, la pioggia, le basse temperature non fermano i programmi delle pantere. Giovedì 14 ottobre il recupero in Liguria. «Partita con un coefficiente elevato di difficoltà. La Sampdoria ha calciatrici esperte e di talento in ogni reparto», conclude Panico (nelle foto di Nicola Velotti). «Il gruppo lavora con grande applicazione e con umiltà». Il segreto è tutto qui.

 

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