CORONAVIRUS

Scuole sotto stress tra nomine, supplenze, controlli e Covid

Sabato 19 Settembre 2020 di Remo Gasperini

PERUGIA - I tempi strettissimi, che caratterizzano le operazioni burocratico-amministrative dei primi giorni di ogni anno scolastico, stavolta sono diventati anticipati e frenetici con gli addetti ai lavori finiti più che mai sotto stress. Se i dirigenti, come si dice, non fanno in tempo a dare i resti e i docenti di ruolo hanno dovuto affiancare gli Ata nella manovalanza pre apertura, ci sono anche altre componenti che stanno subendo la conseguenza dell’anno horribilis scatenato dalla pandemia.
LE SEGRETERIE
Per le segreterie, alla solita sequela per procedure di nomine e supplenze, stavolta si è aggiunta la ricerca e la gestione (anche economica) dell’organico aggiuntivo Covid con annesso balletto dei supplenti entrati e usciti per avere ricevuto un incarico migliore. Insomma un tourbillon che ha messo a dura prova le segretarie e i 64 nuovissimi Dsga arrivati dal concorso. «Ho la massima comprensione per i giovani colleghi che in servizio dal 1 settembre, magari non avendo mai lavorato nella scuola, sono allo sbaraglio – dice Giuliano Baiocchi, Dsga dell’IIS Cavour-Marconi-Pascal con 36 anni di scuola sulle spalle -. Tutti gli anni c’è tanto da fare in questo periodo ma tutto si è aggravato per via del Covid con tempi più stretti e nuove procedure, la novità delle graduatorie Gps, i corsi di formazione per la sicurezza, la gestione dell’organico aggiuntivo. Da agosto siamo in fermento, meno male che, va detto, per tutte queste esigenze il ministero ci fa arrivare i soldi. Comunque per il nostro lavoro ci vuole grande collaborazione tra il personale e soprattutto sintonia con il Ds. Io mi ritengo fortunato per l’affiatamento della mia squadra e il rapporto con la preside».
USR E PRECARI
La scelta ministeriale di avviare quest’anno le graduatore provinciali per le supplenze digitalizzate ha provocato un impatto tutt’altro che soft. Insomma s’è generata una catena di problemi: i 15 giorni per fare le domande sono sati ritenuti troppo stringenti dai supplenti che sotto stress hanno avuto problemi con i titoli da allegare e alcuni sono incorsi in errore; agli uffici scolastici provinciali sono arrivate oltre trentamila istanze per controllare i titoli sono state attivate anche le scuole polo e non solo; si verificati errori di conteggio che sono stati corretti mentre altri sono stati ritenuti incorreggibili, il tutto con dichiarato malcontento dei precari i cui rappresentanti hanno pure manifestato sotto l’Usr. L’ultimo strappo dà il senso delle tensioni: per fare le nomine prima possibile, vista la pressione delle scuole delle famiglie e dei precari, l’Usp quasi ogni giorno ha pubblicato nomine in alcuni casi fino fine a tarda ora, il che non è piaciuto ai precari che hanno protestato per il poco tempo lasciato per la presa di servizio. E malcontento dell’ultima ora c’è stato da parte di alcuni precari per il rinvio di alcune nomine e lo spostamento della presa di servizio al 24.
AULE ESTERNE
Delle quattro scuole che avevano chiesto ufficialmente aule esterne al loro istituto per la impossibilità di attuare soluzioni di distanziamento nelle loro strutture, solo il liceo Marconi di Foligno ha accettato la soluzione trovata dalla Provincia attraverso l’avviso. Dopo la rinuncia del classico di Todi alla soluzione prospettata, alla possibilità di avere aule esterne ha detto anche no il Galilei che integrerà la didattica in presenza con la Dad. Due soluzioni non risolverebbero le esigenze di 25 aule essendo proposte fattibili per due-tre aule; né la più ampia disponibilità del Quattrotorri è stata ritenuta valida, anche dai rappresentanti dei genitori in consiglio di istituto che la preside Moretti ha coinvolto nella decisione, per alcune criticità e soprattutto per la logistica essendo il Quattrotorri lontano dalla sede centrale e sul versante della città opposto all’arrivo di molti studenti. Piuttosto al Galilei avrebbero visto con favore spazi attigui all’istituto, e di attiguo alla sede ex geometri, ora tutta occupata dallo scientifico, c’è l’Ufficio Scolastico Regionale. Che sia un sasso in piccionaia per cominciare a ragionare su un nuovo spostamento dell’Usr magari in altra palazzina del Parco Santa Margherità? Il tempo lo dirà.

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