CORONAVIRUS

Coronavirus, il Four Seasons di New York gratis per medici e infermieri

Giovedì 26 Marzo 2020
A New York l'hotel Four Season da mille dollari a notte accoglierà gratis medici e infermieri

Nelle sue lussuose stanze sono passate teste coronate, presidenti, vip, star e tutto il gotha del business mondiale.  Qui sono state girate alcune scene cult  della serie "Sex and the city" e "Cowboy away ". Ora però il famoso hotel Four Seasons di New York, l'iconico grattacielo grigio nato dal design di dall'architetto Ieoh Ming Pei,  scende in campo per medici e infermieri. L'hotel a cinque stelle ospiterà gratuitamente infatti il personale sanitario impegnato nella lotta al coronavirus, mettendo a disposizione 350 camere.

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«I nostri operatori sanitari lavorano instancabilmente in prima linea in questa crisi», ha spiegato Ty Warner, fondatore e presidente di Ty Warner Hotels and Resorts, proprietario del Four Seasons. Soggiornare nell'albergo sulla 57esima Strada a Manhattan, che ora è chiuso per l'emergenza e non accetta prenotazioni sino al 15 aprile, normalmente costa oltre mille dollari a notte. In questa situazione però, con medici e infermieri che affrontano turni massacranti in ospedale, Warner spera di poter dare il suo contributo almeno riducendo il tragitto per chi abita più lontano. «Molti di coloro che lavorano a New York City devono percorrere lunghe distanze da e per le loro case dopo turni di 18 ore - ha aggiunto -. Hanno bisogno di un posto vicino al lavoro dove riposarsi e rigenerarsi. Non c'era altra opzione per noi che fare tutto il possibile per dare una mano». Su Twitter, il governatore di New York ha ringraziato il Four Seasons, dicendo di «sperare che sia il primo di molti hotel che metteranno a disposizione le loro camere».  

Negli Stati Uniti d'altra parte  l'emergenza sta crescendo giorno dopo giorno. «Gli hotel sono sono vuoti. Le persone sono disoccupate -  ha segnalato detto il tenente generale Todd T. Semonite, ingegnere capo e comandante generale del Corpo degli ingegneri dell’esercito americano, ha detto in una conferenza stampa al Pentagono - Possiamo fare piccoli contratti di locazione, adattare l'edificio alle eesigenze sanitarie, cambiamo le unità di condizionamento d’aria per creare camere a pressione negativa che potrebbero aspirare l’aria dalla stanza attraverso uno sfiato, riducendo al minimo i contaminanti presenti nell’ariia, mettiamo sigilli di plastica vicino alle porte e facciamo le sale di cura nei saloni più grandi». Un'idea subito adottata dal sindaco di Chicago Lori Lightfoot che ha annunciato la prenotazione di 1.000 camere in cinque hotel per isolare le persone con lieve malattia di Covid-19, temendo l’esposizione o in attesa dei risultati dei test .

E l’American Hotel & Lodging Association (AHLA) crede nel progetto. A metà febbraio, gli hotel americani hanno perso 2,4 miliardi di dollari di entrate nelle camere. Peggio ancora, stanno per perdere in futuro oltre 200 milioni di dollari di entrate in camera al giorno. Questo è il motivo per cui l’associazione ha appena lanciato Hope Hotel, un database nazionale per collegare gli hotel alla comunità sanitaria per aiutarli a soddisfare le loro crescenti esigenze.
E in effetti in tutto il mondo il fenomeno si sta allargando a macchia d'olio. 

Nel Regno Unito, grandi catene come Best Western, Travelodge e Hilton sono in trattative con il National Health Service per valutare la fattibilità di trasformare alcune delle loro proprietà in distretti di coronavirus improvvisati. L’Ayre Gran Hotel Colón è un hotel di design a quattro stelle con 365 camere nel centro di Madrid, vicino al Parco del Retiro e si sta trasformando in uno dei più grandi ospedali della città. Accor, la più grande compagnia alberghiera in Europa, ha aperto 40 dei suoi hotel in Francia per infermieri, popolazioni vulnerabili e chiunque combatte contro la diffusione del coronavirus. 

Ultimo aggiornamento: 22:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA