A Napoli 8°Congresso Provinciale Siulp. La sicurezza per affermare la cultura

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di Rossella Grasso

«Mettere in guardia dal rischio cedimenti, populismo e speculazione sul senso di sicurezza». Così Giovanni Melillo, procuratore della Repubblica di Napoli, ha aperto l' Ottavo Congresso Provinciale del sindacato di Polizia Siulp che si è svolto a Napoli. Un'occasione per fare il punto sulle misure messe in campo per la sicurezza e sulla percezione che ne hanno i cittadini. «La sicurezza come momento di affermazione della cultura. La legalità dal movimento al rinnovamento a presidio delle garanzie democratiche», è stato il titolo del convegno che ha visto numerosi ospiti per fare il punto sulla professione. Per Melillo, una maggiore sicurezza non passa attraverso l'inasprimento delle pene, ma con «il potenziamento dell'organico, delle strutture e della formazione del personale. Le forze di polizia contribuiscono a rafforzare la partecipazione e la costruzione di un sentimento di sicurezza messo in discussione in realtà come Napoli per i fenomeni criminali».
 


Al centro dell'attenzione l'incredibile escalation di violenza che da mesi si perpetra a Napoli coinvolgendo soprattutto i più giovani come vittime o carnefici. «Da piccoli negli occhi hanno la stessa tenerezza, a prescindere da qualsiasi latitudine territoriale. Poi cambiano - ha detto Antonio De Iesu, questore di Napoli - Dobbiamo interrogarci sul perchè hanno la stessa tenerezza ma a 15 anni c'è chi fa un percorso di studi e trova il suo posto nel mondo, nella nostra società, e chi invece accoltella, uccide, spara, spappola le milze. Questo è un tema che ci interroga tutti. Non è sufficiente dire le forze di polizia devono agire. Bisogna prendere posizione».

Dal Convegno è partito anche l'appello del sindacato di polizia alla politica. «Non è la prima volta che assistiamo a operazioni di facciata di una politica miope, non capace di un intervento a lungo termine nè di comprendere che il tema della sicurezza non si può risolvere dalla mattina alla sera, ma va progettato». Ha detto Annalisa Cimino, segretario provinciale di Napoli del Siulp. Per la segretaria è inutile l'invio di 100 uomini per dare la percezione di una maggiore sicurezza per affrontare il tema baby gang. «Cento uomini sono personale aggregato da altre realtà - ha aggiunto - che lasciano Napoli il più delle volte senza aver potuto raggiungere alcuno scopo, se non la pubblicità. A Napoli servono risorse. Napoli non è una città di prima assegnazione, qui i poliziotti hanno già un'età media elevata qui serve linfa giovane, più mezzi e risorse». Tra i temi affrontati anche quello della cybersicurity che sta cambiando anche il ruolo e il lavoro del poliziotto. Una professione che va sempre aggiornata per riuscire a far fronte a tutti i tipi di reato. 
Giovedì 15 Febbraio 2018, 15:38 - Ultimo aggiornamento: 15-02-2018 15:42
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