CORONAVIRUS

Campania, meno di cento ricoverati: ospedali Covid verso la normalità

Martedì 2 Giugno 2020 di Ettore Mautone

Sono meno di cento i pazienti positivi al Covid-19 ricoverati nelle strutture sanitarie campane. Pochissimi ancora in rianimazione e sub intensiva econ necessità di maschere a ossigeno. Nessun bambino, una quindicina i casi sospetti in attesa di tampone e circa duecento persone che presentano pochi sintomi vengono seguite a domicilio. Abbiamo passato in assegna presìdi di Asl, Ospedali provinciali, Policlinici, Covid center, Case di cura ma i conti non tornano con i 224 indicati dalla tabella della protezione civile nazionale che probabilmente aggiorna i dati con ritardo. Partiamo dal Cotugno dove si concentra il maggior contingente di pazienti: sono una trentina. Il polo specializzato in malattie infettive, ora che la tempesta è passata, tornerà ad accogliere (dal prossimo giovedì) i pazienti di natura infettiva di altra origine. Una necessità che dovrebbe riguardare anche gli altri reparti per malattie infettive della città (policlinici, Cardarelli) visto che un paziente affetto da Aids, con una encefalite erpetica, negativo al Coronavirus, dopo alcuni giorni di isolamento al San Paolo è stato trasferito fuori regione, allo Spallanzani di Roma. Una lunga trasferta che ha impegnato per seu ore un infermiere, un’ambulanza e un autista. Ai malati di Sars Cov 2 il Cotugno dedicherà comunque l’intero nuovo padiglione G che conta 60 letti con stanze singole e a pressione negativa e un reparto intensivo che resterà sotto l’egida della storica Rianimazione diretta da Fiorentino Fragranza. Qui sono ancora presenti 3 pazienti (1 trasferito 15 giorni fa dal Ruggi e 2 negativizzati in via di guarigione). 

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A Napoli il Cardarelli non ha ricoveri attivi e si limita a conservare il padiglione M per le emergenze legate al pronto soccorso. Il Loreto Mare, divenuto presidio dedicato alla lotta al virus ospita solo 2 pazienti, altrettanti sono nel presidio di Napoli est, quello realizzato con moduli prefabbricati. Considerando gli oltre 100 infermieri (a cui vanno aggiunti medici, tecnici e Oss), impiegati e pagati per far funzionare la struttura di via Vespucci è probabile che una delle due unità sia presto messa a riposo. Altrettanto tranquilla la situazione in provincia: al covid center di Boscotrecase c’è un solo paziente in rianimazione e 5 in sub intensiva, 14 quelli in degenza ordinaria. I positivi dell’ultimo mese sono tutti poco sintomatici e dei 104 ricoverati durante tutta l’epidemia 52 sono attualmente seguiti a domicilio, 55 dimessi negativizzati e 30 deceduti. A Napoli 2 c’è un solo malato in rianimazione a Ischia e 2 positivi a Pozzuoli di cui uno da dimettere con un primo tampone negativo, 112 sono in assistenza domiciliare. 
 

 

A Caserta risultano 4 malati a Maddaloni (degenza ordinaria), gli altri posti letto sono devoluti alla Terapia riabilitativa e alla chirurgia multidisciplinare Covid e post Covid. I team domiciliari seguono quindici pazienti mentre per 200 sono in corso i controlli di follow-up registrando molti casi di insufficienza respiratoria da esiti fibrotici polmonari. Rianimazione vuota e sale operatorie liberate completano lo scenario. Se necessario nell’arco di 6 ore si torna all’assetto di guerra al virus. Anche all’Ospedale di Caserta c’è poco: 2 degenti a bassa intensità di cura e un caso sospetto. Da almeno 25 giorni la rianimazione è vuota. Nel Salernitano sono 5 i pazienti ancora ricoverati a Scafati e otto i sospetti in attesa di diagnosi mentre al Ruggi di Salerno nove i malati in degenza ordinaria e nessuno in rianimazione. Residuali i casi anche al Moscati di Avellino: un solo paziente in degenza ordinaria e 2 in rianimazione ma entrambi negativizzati. Tutti i positivi incrociati dal pronto soccorso negli ultimi giorni sono stati dimessi e seguiti a casa. La palazzina del Covid hospital è in stand by e l’unico degente è in malattie infettive. Nella Asl irpina sono 5 i pazienti ad Ariano, 3 positivi e due negativizzati e da dimettere. A Benevento sono seguiti 18 malati a domicilio mentre al San Pio ieri hanno dimesso l’ultimo malato che occupava uno dei 56 posti dedicati. Deserti anche i 12 di rianimazione. Qui in totale sono transitati 280 pazienti tra accertati e sospetti di cui 24 deceduti e di questi 12 del focolaio di Villa Margherita. La rianimazione, sdoppiata, resta in allerta fino a ottobre. Zero pazienti, infine, nelle Case di cura dove gli ultimi malati sono stati dimessi qualche giorno fa. L’accordo con la Regione noon sarà rinnovato ma molti accessi sono in riabilitazione.
 

Ultimo aggiornamento: 13:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA