CORONAVIRUS

Scuola, a Napoli la protesta delle maestre:
​«Senza sicurezza noi non partiamo»

Giovedì 24 Settembre 2020

Protesta di maestre, educatrici e personale scolastico sotto la sede del Comune per rivendicare l'apertura delle scuole in sicurezza. I manifestanti chiedono a gran voce al sindaco, Luigi de Magistris, che il protocollo Covid sia applicato anche nelle scuole comunali. Secondo quanto denunciano, nelle scuole materne e negli asili nido non è stata fatta una vera e propria igienizzazione, mancano i saponi, non sono stati individuati i referenti Covid, manca il personale per effettuare la misurazione della temperatura, non c'è certezza rispetto ai dpi e in particolare rispetto ai guanti «indispensabili per poter cambiare i pannolini ai bimbi dei nidi e non è stata posizionata la segnaletica orizzontale e verticale. »Il sindaco - afferma Franca Pinto, segretario provinciale Csa - deve assumersi la responsabilità di questa situazione. C'è chi vuole far credere che le maestre e il personale scolastico stanno protestando perché non vogliono far riaprire le scuole ma è esattamente il contrario: tutti noi vogliamo che tutte le scuole aprano ma devono farlo in sicurezza per evitare che poi si debbano richiudere. Lo dobbiamo innanzitutto ai bambini, alle famiglie ma anche a tutti quelli che lavorano e si impegnano nella scuola«.

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Un appello eloquentemente espresso nello striscione sistemato a terra: »Scuola aperta, sicurezza incerta. Più fatti e meno parole«. Una situazione che coinvolge 120 istituti e 5500 bambini iscritti alle scuole materne e agli asili nido del Comune di Napoli la cui apertura oggi è a rischio. I sindacati denunciano anche l'impossibilità di poter utilizzare, per garantire il distanziamento, gli spazi esterni perché non sono stati puliti. »Dopo numerosi incontri col Comune di Napoli - riferisce Annibale De Bisogno, segretario regionale Uil Fpl - non riusciamo ancora ad applicare il protocollo di sicurezza. Mancano maestre, bidelli ed anche dispositivi come guanti, mascherine e addirittura il sapone per lavarsi le mani. Con queste premesse e per la sicurezza del personale ma soprattutto degli alunni, non si parte. Da tre mesi abbiamo fatto con l'amministrazione circa 30 incontri, di cui circa una decina nel solo mese di agosto, ma non è stato prodotto alcun risultato e oggi siamo ancora a questo punto«. Critiche anche rispetto alla tempistica con cui è stata emanata la delibera con cui assumere 56 maestre. Il provvedimento, infatti, è ora al vaglio della commissione del ministero dell'Interno essendo il Comune in predissesto.
 

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»Non sappiamo - sottolinea Pino - quando questo personale entrerà nelle scuole che necessiterebbero di 150 maestre di cui 100 di sostegno«. Protocolli e necessità legate al Covid che si vanno ad aggiungere a una situazione delle strutture scolastiche che i sindacati già definiscono »critiche a causa di anni di mancata manutenzione«. 

Ultimo aggiornamento: 15:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA