CORONAVIRUS

Scuola, nel Vesuviano i sindaci chiudono
contro De Luca: rivolta dei genitori

Mercoledì 9 Dicembre 2020 di Francesca Mari
Scuola, nel Vesuviano i sindaci chiudono contro De Luca: rivolta dei genitori


Scuole chiuse fino al 7 gennaio. A Torre del Greco oggi non riparte la didattica in presenza per gli asili e le primarie fino alla seconda elementare, ed è già protesta. Lunedì sera il sindaco Giovanni Palomba ha emesso un'ordinanza in cui si legge che «ai fini del contenimento della diffusione del virus Sars Cov-2 sul territorio comunale, con decorrenza dal giorno 9 dicembre 2020 e fino a tutto il 5 gennaio 2021, le attività didattiche di tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, sia pubblici che privati, si svolgeranno esclusivamente, ove possibile e con organizzazione integralmente demandata all'autonomia delle istituzioni scolastiche, con modalità a distanza». Resta, però, la possibilità di utilizzare in presenza laboratori per alunni con bisogni educativi speciali o con disabilità.
La decisione, però, ha scatenato le ire di molti genitori che stanno costituendo un comitato in totale dissenso con la linea. «In Campania le scuole sono state aperte solo 15 giorni ad ottobre - dice l'avvocato Ivan Severino - senza motivazioni. Ora che De Luca decide di aprire il sindaco Palomba, non si capisce in base a quali dati, decide di rinviare la riapertura di tutte le scuole, perfino di quelle da 0 a 6 anni, senza addurre uno straccio di motivazioni. Occorre tener presente che dalla ministra Lucia Azzolina al capo del Cts Agostino Miozzo, gli esperti hanno più volte ribadito in base ai dati sanitari che i contagi nelle scuole - soprattutto nella fascia da 0 a 12 anni - sono stati lo 0,43% e che i danni di una chiusura delle scuole per un tempo cosi lungo sullo sviluppo psicofisico sono enormi e non recuperabili. È assolutamente incomprensibile la decisione arbitraria di questi amministratori locali incapaci di assumersi responsabilità proprie di una carica politica che presuppone oneri e non solo onori. Solo in Campania si assiste a un balletto insostenibile sulla pelle di giovani cittadini e dei loro genitori».

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A Pompei scuole chiuse fino al 22 dicembre. Il sindaco Carmine Lo Sapio ha ritenuto opportuno disporre la sospensione di tutte le attività didattiche in presenza fino al 22 dicembre. Come sempre sulla chiusura o sull'apertura delle scuole la città e l'opinione pubblica si divide nettamente tra chi è a favore e chi è contrario. «I dati - spiega Lo Sapio - ci dicono che la curva epidemiologica sta calando. Questo però non deve farci abbassare le guardia. So quanto importante sia la scuola nella formazione dei nostri ragazzi. Non è stata una decisione semplice. Anche se sarà un Natale diverso da quelli precedenti con meno persone attorno alle tavole, sarà un periodo in cui, comunque, il numero di contatti tra le persone aumenterà. Fosse anche solo per un saluto, i bambini riabbracceranno i nonni. Un abbraccio ricco d'amore, ma pericoloso. Ho ritenuto opportuno tutelare la salute di tutti, assumendomi l'onere di una decisione controversa».

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A Cercola il ritorno in classe in presenza è previsto il 7 gennaio prossimo. Le scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private resteranno chiuse e proseguiranno con la didattica a distanza sino al 23 dicembre. Da domani riprenderanno le lezioni in presenza solo per gli asili nido, ovvero per bambini da 0 a 3 anni. «È stata una decisione sofferta ma necessaria - dice il sindaco Vincenzo Fiengo - Rispetterò senza commentare tutte le eventuali critiche». La decisione di proseguire con la didattica a distanza anche pe le prime due classi della primaria ha scatenato polemiche anche qui.
(hanno collaborato Patrizia Panico e Susy Malafronte)
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