Napoli Città Libro torna tra le «Tempeste»: «Non facciamo della cultura un accessorio»

Napoli Città Libro torna tra le «Tempeste»: «Non facciamo della cultura un accessorio»
di Alessio Liberini
Mercoledì 5 Ottobre 2022, 18:07 - Ultimo agg. 6 Ottobre, 07:33
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«Tempeste» è il titolo scelto per la quarta edizione di Napoli Città Libro – Salone del Libro e dell’Editoria. In programma, negli spazi del Centro Congressi della Stazione Marittima di Napoli, dal 13 al 16 aprile 2023.

Le «Tempeste», portate sotto la lente di ingrandimento dagli organizzatori della kermesse patrocinata dal Comune di Napoli e della Camera di Commercio partenopea e con il contributo del Centro per il libro e la lettura – Ministero della Cultura, sono declinate attraverso quattro punti cardinali che faranno da bussola ai visitatori per muoversi all’interno del programma multiforme. Sono tempeste sociali, tempeste climatiche, tempeste in Rete e tempeste della mente, quelle ideate dal Comitato scientifico del Salone composto da: Enza Alfano, Ileana Bonadies, Beatrice Gigli e Guido Trombetti.

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A queste va però aggiunta una quinta “tempesta”, legata nello specifico al nostro territorio a cui ad oggi manca un evento letterario unico, come accade in altre città italiane. In tale scenario è stata presentata questa mattina - dall’associazione Liber@Arte degli editori Rosario Bianco e Alessandro Polidoro, insieme a Andrea Mazzucchi, delegato dal Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi per le biblioteche, il patto per la lettura e programmazione culturale integrata e il presidente della Camera di Commercio di Napoli, Ciro Fiola - la quarta edizione della kermesse nata nel 2018. Presentazione che arriva a soli pochi giorni di distanza dalla conclusione del primo Campania libri festival. Finanziato da Palazzo Santa Lucia e svoltosi proprio in quella che è stata la casa della terza ed ultima edizione del Salone del Libro: ovvero il palazzo reale di Napoli.

«Ricordo che purtroppo viviamo in una condizione dove non abbiamo nemmeno un assessorato alla Cultura, né per il Comune di Napoli né per la Regione Campania». Esordisce così il noto scrittore partenopeo, Maurizio De Giovanni. Ospite d’eccezione per la presentazione del Salone, tenutasi negli spazi delle Gallerie d'Italia poste nella centralissima via Toledo.

«Napoli ha bisogno di iniziative del genere – precisa De Giovanni, lanciando anche un messaggio di unità – questa è una città che fa della cultura un accessorio privilegiando concetti come terziario, logistica e industria non rendendosi conto che è invece è portatrice di una bellezza irrinunciabile. O ci facciamo carico di questo, facendo connessione tra di noi, oppure non c’è possibilità di futuro. Perché i ragazzi continueranno ad andare via, perché continueremo a cercare radici e vocazioni che non abbiamo: noi abbiamo una forte vocazione che è la bellezza. La bellezza è cultura. La cultura è lettura».

«Questa quarta edizione si pone in realtà come un “edizione zero” in un ruolo rinnovato ed aperto – prende la palla al balzo Andrea Mazzucchi, delegato del titolare di palazzo San Giacomo, Gaetano Manfredi – Io spero che le istituzioni, a tutti i livelli, possano partecipare a quest’iniziativa. È davvero curioso e sorprendente che una città che ha la storia culturale nei libri, Napoli possiede uno dei più grandi patrimoni librai d’Europa conservato nelle sue biblioteche, non abbia ancora un festival del libro e dell’editoria identitario quando ne avrebbe tutte le potenzialità. Quest’occasione la dobbiamo leggere come una sfida». 

Una lodevole sfida che si pone la prossima edizione è sicuramente quella legata a giovani e cultura. Proprio ai ragazzi si rivolgono gli organizzatori della kermesse dedicandogli anche un’intera sezione del Salone divisa in quattro «laboratori esperenziali» che spaziano dal teatro ai fumetti fino alle nuove frontiere della comunicazione ai tempi dei social con laboratori di booktoker e podcast.

«Guardiamo alla nostra contemporaneità – chiarisce l’editore e presidente dell’associazione Liber@Arte, Alessandro Polidoro – riempiendo di contenuti la parola giovani. Perché non è soltanto un’enunciazione o un messaggio di propaganda: già stiamo lavorando, per questo siamo in anticipo di circa otto mesi dalla data del Salone, perché coinvolgeremo proprio queste nuove generazioni specialmente attraverso i laboratori dedicati». «La nostra mission, come operatori culturali, è quella di avvicinare i giovani alla cultura» evidenzia, invece, il vicepresidente dell’associazione, Rosario Bianco (Rogiosi Editore).

Nel corso delle quattro giornate della rassegna sarà inoltre dedicato un intero giorno a Piero Angela. Con la speranza che il figlio Alberto possa essere presente. Ospiti ed editori della kermesse sono infatti, al momento, sotto l’ombra del mistero: «Non essendoci ancora contratti ufficiali è prematuro annunciarli» spiegano gli stessi organizzatori. L’unico certo per ora, vista anche la sua presenza nel corso della conferenza odierna, è Maurizio De Giovanni, recente protagonista anche del Campania libri: «Desidero sostenere qualunque manifestazione che aiuti la cultura e l’editoria napoletana» commenta il creatore del commissario Ricciardi.

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