Elezioni a Napoli, Solombrino all'Ordine degli architetti: «Scambi tra Comune e Soprintendenza come gironi infernali»

Giovedì 16 Settembre 2021
dalla pagina Facebook di Rossella Solombrino

È in corso questa settimana una serie di incontri di confronto tra l'Ordine degli architetti di Napoli e provincia e i candidati sindaco al Comune di Napoli, per un momento di dialogo sulle criticità e priorità per l'architettura e l'urbanistica della città. Ieri è stato il turno di Rossella Solombrino, del Movimento del 24 Agosto per l'Equità territoriale. 

Elevata burocrazia, sistemi lenti ed obsoleti, sono stati i temi centrali discussi ieri. Secondo la candidata, la mancata presa di responsabilità degli uffici pubblici costringe alla produzione infinita di documentazione, e a scambi con il Comune e Soprintendenza «attraverso gironi infernali e tempi lunghissimi di risposta». Critica anche la gestione degli archivi cartacei, in contrasto con la necessità di digitalizzazione, che rende pressoché ingestibile il rapporto tra cittadino, professionista e comune. Incalza così la candidata in una nota: «Avere a che fare con il Comune di Napoli non deve essere l'espiazione del peccato originale ma una necessità a cui si deve rispondere con efficienza e coerenza. In quest'ottica il nostro programma risponde a tale esigenza attraverso la sburocratizzazione e la semplificazione di norme e procedimenti, che possa venire incontro al cittadino come alle categorie professionali che lo rappresentano, lo faremo ascoltando le necessità dei cittadini e delle categorie professionali, facendo la ricognizione di tutti i procedimenti che ad oggi sono inefficienti e anche attraverso l'incentivo ad una presa di responsabilità dei dirigenti, ad oggi carente». 

 

Ulteriore obiettivo per la Solombrino sarà il rilancio del patrimonio artistico, attraverso una ricognizione di opere ancora oggi abbandonate nel degrado. In seguito all'incontro con l'ordine, definito «proficuo». ha aggiunto la candidata: «Abbiamo discusso della valorizzazione dei beni culturali e della necessità di un candidato sindaco che senza false promesse metta al centro il problema reale. L'80% dei fondi per la tutela arriva dal Mibac: la spesa procapite per la tutela dei beni culturali a  Napoli è 18 euro a fronte ad esempio dei 145 di Trieste; dei 103 milioni stanziati nel 2020 solo 3 sono andati in tutto il sud e circa 100 al nord, a Napoli 0 euro. Un sindaco di Napoli che realmente ha intenzione di risolverli i problemi non deve puntare a cercare la fiducia dei cittadini senza fatti, ma farsi voce dei cittadini e monitorare tali distorsioni, affinchè Napoli sia realmente al centro di uno sviluppo».

Ultimo aggiornamento: 19:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA