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«Tempesta» di Shakespeare tra le Neviere del Monte Faito

Mercoledì 22 Giugno 2022
«Tempesta» di Shakespeare tra le Neviere del Monte Faito

Tempesta da Shakespeare è l’esperienza di teatro immersivo che Casa del Contemporaneo e Teatro di Napoli - Teatro Nazionale presentano, per il secondo anno consecutivo, alle Neviere del Monte Faito, la montagna incastonata tra i golfi di Napoli e Salerno, terra di mezzo accarezzata dalle due coste più belle del mondo. Una passeggiata e spettacolo per grandi e piccoli spettatori che si terrà nei seguenti giorni: sabato 25 e domenica 26 giugno; sabato 2 e domenica 3 luglio; sabato 9 e domenica 10 luglio, sempre con due turni alle ore 11:30 e alle ore 16.

Un particolare allestimento green a impatto zero del testo shakespeariano, adattato e diretto da Rosario Sparno, senza l'utilizzo di corrente elettrica e senza montaggio di allestimenti (palco, sedie, layer, etc), completamente immersi nella natura, su un tappeto di erba e foglie, dove si abbandona lo spazio teatrale classico per porre lo spettatore al centro di un’installazione in cui sentirsi protagonista. «Nel mondo perfetto immaginato da Calibano la natura produce tutto da sé – ricorda Rosario Sparno – e anche la performance da noi proposta sembra come evocata dalla natura stessa. Le fronde dei faggi secolari guidano i corpi sulla scena e le onde dal mare in lontananza portano alla bocca le parole dei poeti, da Shakespeare a Eduardo. Un’esperienza ‘con’ la natura piuttosto che semplicemente ‘nella’ natura». In scena Massimiliano Foà, Luca Iervolino, Paola Zecca, accompagnati dalle sonorità dal vivo di Massimo Cordovani e dalle istallazioni artistiche di Antonella Romano, lo spettatore si avventura personalmente nell’isola incantata nata dalla fantasia del drammaturgo inglese, allontanandosi pian piano dalla realtà in una sorta di rito di passaggio prima dell’esperienza teatrale vera e propria. Una serie di eco-giornate fra natura, teatro, arte contemporanea aperte a tutti ideata da Le Nuvole/Casa del Contemporaneo e realizzata d'intesa con Regione Campania, Città Metropolitana di Napoli, Città di Vico Equense, Parco Regionale dei Monti Lattari e la collaborazione di Eav, Santuario San Michele Arcangelo al Monte Faito, Coop Sociale Il Sentiero Onlus, Sorrento Hiking e inserita in «Campania è», progetto promosso dall’Unione Agis Campania e dagli associati di Artec (per il teatro), di Sistema MeD (per la musica e la danza), di Anesv (per lo spettacolo viaggiante).

«Campania è» - unico esempio nel nostro Paese di iniziativa culturale coordinata da un’associazione di categoria - si realizza attraverso l’utilizzo dei fondi ordinari destinati alle imprese dalla Regione Campania (con la Legge 6) e dal Mic – Ministero della Cultura (attraverso il Fus - Fondo Unico Spettacolo). Il pubblico percorrerà i sentieri che conducono alle Neviere accompagnato da guide specializzate, allontanandosi pian piano dalla realtà e immergendosi nella flora del luogo, in una sorta di rito di passaggio prima dell’esperienza teatrale. «Lavorare sul testo di Shakespeare in un luogo magico come il Faito ha donato al mio operare artistico apertura e spazialità - così Antonella Romano descrive il percorso che l’ha portata da attrice ad artista a tutto tondo a realizzare le istallazioni in ferro e lamiera che sono al centro di questo particolare allestimento a impatto zero - La natura ingloba tutto restituendo potenza ed energia ai corpi, alle parole, agli oggetti scenici, alla musica, tutte note di uno stesso spartito che ben orchestrate fanno la magia del teatro, trasformandola in una profonda esperienza per chiunque voglia attraversare questa magnifica Tempesta».

I suoni musicali che viaggiano durante lo spettacolo sono favoriti da una diffusione nell'ambiente che, nonostante ci si trovi in uno spazio all'aperto, restituisce agli spettatori ogni piccola sfumatura. «Il vibrafono può giocare con il folletto Ariel, i tamburi e le lamiere sospese agli alberi possono creare tempeste e stare in scena con Prospero e Calibano, le chitarre possano scherzare con Miranda e Ferdinando - scrive in una nota il musicista Massimo Cordovani - Uno strumento particolare si trova al centro della postazione che occupo: un tamburo armonico, dal suono ipnotico, derivante dalla fusione di due strumenti noti anche come Handpan. La Rammerdrum che Marco Tirino ha realizzato dandomi la possibilità di portarlo in scena. La magia è già nel posto, nelle parole immortali, nella perizia degli attori, nei costumi, nell'allestimento. A noi, con il suono, non rimane che stare lì con tutto questo, attenti a contribuire a questa sospensione con il nostro sogno migliore».  

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