Pino Maddaloni e Artur insieme:
«Corri contro la violenza»

Lunedì 3 Giugno 2019 di Diego Scarpitti
Comune di Napoli
«Non possiamo rimanere indifferenti, non possiamo leccarci le ferite. Vogliamo abitare questa città per un futuro possibile e lanciare un segnale forte». L’impegno civile di Maria Luisa Iavarone, professore ordinario di Pedagogia generale e sociale, e madre del 17enne Arturo, accoltellato senza motivo nel 2017, si sostanzia nell’iniziativa di domenica 9 giugno «Corri contro la violenza». Partenza da piazza del Plebiscito (ore 9), un percorso di 5 km, una maratona di beneficenza, il cui ricavato andrà destinato alle cure riabilitative del nuotatore Manuel Bortuzzo e della piccola Noemi. «Non basta solo indignarsi, denunciare e contrastare la banalità del male e la violenza che non si riesce a fermare, causata dall’anaffettività dei ragazzi. Napoli continua ad essere città complicata ma noi non ci arrendiamo», argomenta Iavarone, presidente dell’associazione Artur. L’acronimo spiega il senso: adulti responsabili per un territorio unito contro il rischio.

«La violenza dei minori è un fatto grave, l’incapacità educativa degli adulti ancora di più. Dietro un minore deviante c’è sempre un adulto irresponsabile». Risulta difficile difendersi dall’irresponsabilità, considerata ben più grave della violenza perpetrata. E allora la corsa domenicale diventa occasione per la città di stringersi e compattarsi contro l’incuria educativa e il fatalismo. In soccorso c’è lo sport, con campioni credibili e testimoni autentici, come Pino Maddaloni, oro alle Olimpiadi di Sydney nel 2000. Quel successo datato 18 settembre di 19 anni fa un patrimonio di orgoglio e di riscatto sociale sempre attuale, dal quale trarre linfa per ripartire. «E’ la vittoria di Scampia e della periferia. La mia una vita dedicata al judo e continuo a divulgare il suo messaggio e i suoi valori universali: rispetto delle regole e dell’avversario, disciplina ed equilibrio, elementi validi per la crescita autentica dei ragazzi», spiega l’atleta delle Fiamme Oro, 13 volte campione italiano di judo e non solo. «Maratona come metafora. Domenica sarà l’opportunità per dimostrare che Napoli non è solo violenza».

A sostenere l’iniziativa il Dipartimento di Scienze motorie e del Benessere dell’Università Parthenope, con il suo direttore Andrea Soricelli. «Non possiamo nasconderci, siamo in prima linea. Supportiamo la manifestazione («un piccolo granello») in un contesto sinergico con le istituzioni. Anche lo studio comporta impegno, per allontanare i ragazzi dalla strada». Altra agenzia educativa, la Chiesa di Napoli appoggia l’evento. «Me so sfastriat di combattere contro i mulini a vento. Dobbiamo sostenere le ragioni del cambiamento. Forse abbiamo perso di vista la normalità e va recuperata con autorevolezza, per superare l'anormalità», osserva don Tonino Palmese, vicario episcopale alla carità e giustizia. «Napoli e la Campania hanno vissuto in anticipo l’ammiscamient, vera rovina della città. Si confondono tempi e spazi, buoni e cattivi agiscono con le stesse modalità, non si capisce chi sono le vittime e i carnefici». Fotografa la triste realtà don Tonino, illustrando, però, l’esempio virtuoso del doposcuola con 50 bambini di Montesanto, impegnati ogni pomeriggio per quattro ore all’Arciconfraternita dei Pellegrini. «Un piccolo miracolo napoletano», replicabile ovunque, non soltanto all’ombra del Vesuvio.

Con un pensiero rivolto ai lavoratori della Whirlpool, l’assessore all’ambiente del Comune di Napoli, Raffaele Del Giudice, invita i cittadini alla partecipazione di massa. «L’associazione Artur ha risposto con spirito unico a seguito del tragico evento. Servirà, però, la vicinanza e il coinvolgimento dei napoletani. I ragazzi vanno presi per mano e hanno bisogno di esempi», osserva l’esponente della giunta de Magistris, che invoca un «piano educativo nazionale da trasferire agli enti locali e risorse per attuarlo e per assumere assistenti sociali». Da Palazzo San Giacomo lancia il suo accorato appello Ciro Borriello, assessore allo sport. «Chiedo a tutti i napoletani di raggiungerci in piazza Plebiscito. Cambiare la realtà impone sacrifici, costanza, allenamento e sforzo collettivo: insieme è possibile tagliare il traguardo contro la violenza». Azioni educative per il benessere e prevenzione del rischio la strada da intraprendere. Correndo o camminando, fate un po’ voi.
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