Rione Sanità, i muri parlano: nasce il progetto ‘A voce d’’o vico 2.0, protagonisti i bambini

Domenica 3 Ottobre 2021 di Antonio Folle
Rione Sanità, i muri parlano: nasce il progetto ‘A voce d’’o vico 2.0, protagonisti i bambini

Al Rione Sanità da ieri sera i muri parlano. Via Montesilvano, la strada conosciuta come il "vicolo della cultura" fa da apripista ad un progetto che presto potrebbe espandersi in tutta la città. ‘A voce d’’o vico 2.0 è il progetto lanciato da Putéca Celidònia e che vede coinvolti i ragazzi del quartiere affiancati da volti noti del mondo dello spettacolo, della televisione e della cultura. Una lunga scia di QR Code da cui è possibile "ricavare" i podcast che, a loro volta, contengono la storia - e le storie - del territorio raccontate proprio dai più giovani. Racconti di fantasia mixati a storie vere recitati dai bambini che, ancora una volta, sono protagonisti dei progetti di rilancio di un territorio martoriato.

 

L'inaugurazione di ieri sera ha visto una folta partecipazione di residenti e di ospiti dell'associazione Putèca Celiònia, da sempre impegnata in progetti anticamorra. Elena Bucci, Marco Sgrosso, Federica Fracassi, Maria Grazia Calandrone, Teresa Ciabatti, Marco D’Amore, Sonia Bergamasco, Giobbe Covatta, Antonio Rezza, Flavia Mastrella, Lino Guanciale e Carlotta Natoli sono gli artisti che hanno affiancato i bambini del quartiere nei loro racconti. Lo stesso Rione Sanità ha partecipato con entusiasmo al progetto, con tantissime realtà del territorio che hanno messo a disposizione gratuitamente la loro opera - anzi, in qualche caso sponsorizzando e finanziando - per un progetto che parte da via Montesilvano ma che ha l'ambizione di allargarsi in tutta Napoli. 

«Lo facciamo perché mai come quest’anno è importante far risuonare la voce del Vicolo della Cultura e la sua bellezza come strumento di riscatto e lotta alla criminalità - spiega Emanuele D'Errico, autore dei podcast e presidente di Putéca Celidònia - il Vicolo della cultura è noto da anni come progetto anticamorra, che mischia cultura, innovazione ed opportunità come modello di contrasto alle mafie, ma ora si candida ad essere anche un vero e proprio modello di innovazione sociale. Vogliamo dire - prosegue D'Errico che in questa città c'è speranza per i bambini e per i giovani anche nei vicoli più dimenticati. A Napoli ad ogni angolo ci sono magia, storia e bellezza che vanno solo fatte risuonare e il fatto che succeda proprio qui, in un vicolo dove ci sono due beni confiscati ai clan - ha poi concluso - è un messaggio potentissimo di riscatto per tutti».

Il progetto "Segui la Voce" è un innovativo progetto che, ad oggi, rappresenta un caso unico in Italia. La nascita di un progetto così futuristico, in un quartiere conosciuto fino a pochi anni fa solo per le difficoltà legate alla criminalità, la dice lunga sui notevoli passi avanti compiuti per "scippare" il territorio al degrado e ricollocarlo al centro dei progetti di rilancio turistico della città. Il Vicolo della Cultura, dove operano i ragazzi di Putéca Celidònia, ma anche il borgo dei Vergini o l'area delle Fontanelle dopo tanti anni sono tornati ad accogliere visitatori italiani e stranieri. Un bel messaggio di speranza per una città che attende di rilanciarsi e che, soprattutto, vuole farlo coinvolgendo i più giovani. 

Speranza che, tra non molti anni, i ragazzi del rione Sanità - e di tutti i quartieri della città - non saranno più costretti a emigrare per trovare un lavoro ed un futuro migliore ma che potranno restare e fare sana economia grazie all'inestimabile patrimonio storico, artistico e culturale che impregna Napoli in ogni suo vicolo. 

 

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA