CORONAVIRUS

Rientri, tamponi e controlli per i Paesi a rischio, la Puglia si adegua al governo: ma è ancora caos sulle regole

Venerdì 14 Agosto 2020 di Vincenzo DAMIANI
Con l'entrata in vigore, da ieri mattina, dell'ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, la Puglia adeguerà il suo provvedimento, quello firmato dal governatore Michele Emiliano martedì scorso, per eliminare le incongruenze che rischiano di generare caos. È soprattutto sui tempi di esecuzione dei tamponi per chi arriva da Grecia, Spagna, Malta e Croazia (quest'ultima inserita nella lista dal governo Conte) che ci sono delle discrepanze: secondo l'ordinanza di Speranza fino al 7 settembre tutte le persone, che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o transitato nei quattro Paesi elencati, al momento dell'arrivo in Italia dovranno presentare l'attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all'ingresso, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo; oppure hanno l'obbligo sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell'arrivo in aeroporto, ove possibile. In alternativa, dovranno sottoporsi al test entro 48 ore dall'ingresso. In attesa di sottoporsi al test presso l'azienda sanitaria locale di riferimento, i viaggiatori dovranno restare in isolamento fiduciario.

L'ordinanza di Emiliano, invece, prevede che il tampone venga effettuato non prima delle 72 ore, questo perché, spiega il professore Pierluigi Lopalco, capo della task force regionale per l'emergenza coronavirus, se il contagio è avvenuto in aereo o in traghetto, il tampone non lo rileverà subito all'arrivo, per precauzione avevamo indicato 72 ore. Ora, però, la Puglia si allineerà alle indicazioni nazionali per non andare in conflitto, come conferma Lopalco. Tanto che, nei prossimi giorni, negli aeroporti di Bari e Brindisi, le Asl interessate assieme all'Usmaf, l'Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera, organizzeranno un presidio sanitario dove poter effettuare i tamponi a chi arriva dai quattro Paesi indicati dall'ordinanza. Stesso discorso per i porti, l'Autorità portuale sta anche studiando la possibilità di garantire un servizio privato ma a pagamento, come conferma il presidente Ugo Patroni Griffi: «È al momento solo un'idea alla quale stavamo lavorando, ovviamente non sarebbe obbligatorio ma solo un servizio aggiuntivo». Il tampone, comunque, non è obbligatorio farlo al momento dell'arrivo, è possibile eseguirlo entro le 48 ore rivolgendosi alle Asl.

Secondo il provvedimento varato dal ministero della Salute le persone che rientrano da Spagna, Grecia, Malta e Croazia, anche se asintomatiche, sono obbligate a comunicare immediatamente il proprio arrivo al Dipartimento di prevenzione dell'azienda sanitaria competente per territorio e restare in isolamento sino all'esito del tampone: in caso di negatività la quarantena termina. Questa disposizione era già prevista dall'ordinanza regionale che, però, aggiunge che chi è entrato in contatto stretto con un caso Covid deve comunque osservare l'isolamento fiduciario per tutti i 14 giorni anche in caso di esito del tampone negativo.

Ieri in Puglia sono stati circa 350 i passeggeri arrivati con voli da Grecia e Spagna: è stata controllata la temperatura corporea e si sono auto-segnalati sul sito della Regione, entro i prossimi due giorni le Asl provvederanno ad eseguire il tampone. Sulle discrepanze tra i due provvedimenti - quello di Speranza, entrato però in vigore solo ieri in tarda mattinata, e quello di Emiliano, firmato l'11 agosto l'opposizione di centrodestra ha polemizzato: «Per chiarezza e non per polemica, chiedo: i pugliesi di ritorno da Grecia, Malta, Spagna e Croazia devono attenersi alle disposizioni previste nell'ordinanza del ministro della Salute Speranza o a quella dell'assessore alla Salute Emiliano?», ha attaccato ieri Raffaele Fitto, candidato per il centrodestra alla Presidenza della Regione Puglia. «Al ritorno dice Fitto - devono fare il tampone presso le Asl entro le 48 ore dall'arrivo, così come vuole Speranza, per evitare inutili quarantene, o 72 ore dopo l'arrivo, come vuole l'ordinanza di Emiliano? Ed ancora, chiedo: alla riunione straordinaria, indetta ieri dal ministro Boccia con le Regioni, la Puglia c'era? E se sì, perché abbiamo un'ordinanza differente, era così difficile mettersi d'accordo?». Anche per Ignazio Zullo, capogruppo di Fdi in Consiglio regionale, è stata generata confusione su confusione nella gestione dell'emergenza: «Chi viene dall'estero sostiene - potrà fare il tampone solo dopo che sono trascorse 72 ore di quarantena, perché non farlo nell'immediatezza del rientro? Ma non finisce qui: dopo 72 ore c'è certezza di fare il tampone? Assolutamente no. Sei nelle mani del dipartimento di Prevenzione e delle Usca, queste ultime dichiarate fallite l'altro ieri. Il tutto prosegue - si collega anche all'operatività dei laboratori che analizzano i tamponi». Ultimo aggiornamento: 18:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA