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Scuola, più tamponi agli studenti subito: il piano di Figliuolo per evitare la Dad

Mercoledì 1 Dicembre 2021 di Francesco Malfetano
Scuola, più tamponi agli studenti subito: il piano di Figliuolo per evitare la Dad

Cambiare tutto per non cambiare niente. O almeno molto poco. Il ritorno alla Didattica a distanza "facile" annunciato dal ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi e da quello della Salute Roberto Speranza è infatti tramontato in meno di 24 ore, rimpiazzato dalle vecchie regole sulla quarantena e dal rinnovato sostegno all'attività di testing ora svolta dalle Asl da parte del commissario per l'Emergenza Francesco Paolo Figliuolo.

Dad e tamponi, il nuovo scenario

 

Una circolare tira l'altra infatti, e ieri Palazzo Chigi - nel ribadire che l'azione di governo ha sempre come obiettivo finale l'assicurare lo svolgimento delle lezioni in presenza - ha deciso di rimettere ordine in prima persona nella faccenda, schierando in campo il commissario e, di fatto, ignorando le istanze dei presidi, critici nei confronti delle modalità di gestione di eventuali positività in classe definite dalla circolare del 3 novembre scorso. 

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Un documento che ieri, con una giravolta, è tornato ad essere il punto di riferimento con la "sola" novità dell'interesse della struttura commissariale. «Anche in considerazione della sopravvenuta disponibilità manifestata dalla struttura commissariale con nota inviata in data 30 novembre 2021 - si legge all'interno dell'ultima circolare pubblicata ieri - potrà essere mantenuto il programma di testing di cui alla circolare n. 50079 del 3 novembre 2021, per la verifica della positività dei soggetti individuati come contatti di una classe/gruppo, da effettuarsi in tempi estremamente rapidi, tali da garantire il controllo dell’infezione».

SORVEGLIANZA ATTIVA E ASL

In altri termini le modalità sono le stesse ma dovrebbero aumentare gli uomini: si va in quarantena e in didattica a distanza solo con almeno due casi di positività per i bambini dai sei anni ai 12 (elementari e prime medie), mentre per gli studenti più grandi (vaccinati all’85 per cento) resta il sistema della “sorveglianza attiva con i tamponi” e sarà predisposta la didattica a distanza soltanto dal terzo contagio in classe. E qui è il vero nodo. Per i casi Covid sospetti viene fatto un primo tampone immediato detto “T0” e in caso di risultato negativo, lo studente rientra a scuola con il referto. Viene poi richiamato a distanza di 5 giorni per la conferma (T5). Il test in oggetto però deve essere svolto dalle aziende sanitarie locali che, spesso ingolfate dall'aumento del numero dei contagiati in corso, lasciano a casa per più giorni gli studenti in attesa della prima chiamata per il tampone 0.

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L'idea del commissario Figliuolo, che nei prossimi giorni ne definirà i contorni, è quindi quella di aumentare il personale a disposizione delle Asl o delle Ats, spedendo gli uomini della struttura commissariale  ad affiancare i sanitari delle aziende sanitarie più in difficoltà. Aumentare il personale che reagisca alle segnalazioni dei dirigenti scolastici in pratica - come peraltro richiesto proprio ieri dalle Regioni rispetto alla campagna di vaccinazione, e non è escluso che le due questioni inizieranno a muoversi insieme - in modo da dimezzare le attese e dare risposte immediate agli studenti considerati "a rischio" contagio. Sul tavolo c'è anche l'ipotesi di rispolverare in qualche modo l'ipotesi del sistema dei drive through gestiti dala Difesa.

 

E cioè creare delle corsie preferenziali dirottando - almeno nelle grandi città dove la macchina è più complessa - famiglie e alunni verso centri dedicati ai tamponi gestiti proprio dagli uomini di Figliuolo. Tuttavia prima di attivarle bisognerà fare la conta degli uomini e comprendere se è una strada percorribile e sostenibile sul medio periodo. Vale a dire proprio l'operazione a cui il Commissario si dedicherà a partire da oggi. 

Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre, 08:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA