Strage di Erba, no alla revisione della condanna all'ergastolo ad Olindo e Rosa chiesta da Azouz

Mercoledì 25 Settembre 2019
Strage di Erba, no alla revisione della condanna all'ergastolo ad Olindo e Rosa chiesta da Azouz

Strage di Erba, la Procura generale dice no alla revisione della sentenza di condanna all'ergastolo ad Olindo Romano e Rosa Bazzi. Respinta la richiesta di Azouz Marzouk, marito di Raffaella Castagna e padre di Youssef, due delle quattro vittime della strage di Erba dell'11 dicembre 2006, di attivare, raccogliendo nuovi elementi, la revisione della sentenza di condanna all'ergastolo a carico di Olindo Romano e Rosa Bazzi.

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L'istanza è stata dichiarata inammissibile dall'Avvocato generale Nunzia Gatto, anche perché in primo luogo Azouz, in qualità di persona offesa, non ha alcun titolo per richiedere la revisione. Azouz in diverse interviste nell'ultimo periodo ha messo in dubbio la colpevolezza della coppia, che ha confessato, e il suo legale, l'avvocato Luca D'Auria, ha contestato proprio la genuinità della confessione e chiesto anche una «audizione urgente» di Rosa Bazzi. L'istanza di attivazione della revisione è stata respinta. Nella strage morirono anche la madre di Raffaella Castagna, Paola Galli, e una vicina di casa, Valeria Cherubini. Si salvò il marito della Cherubini, Mario Frigerio, che divenne il principale teste Romano e morì anni dopo.

Dopo l'iniziativa di Marzouk, che risale allo scorso aprile, Elena e Andrea Frigerio, figli di Valeria Cherubini, si erano detti adirati. «Chiedono che sulla strage di Erba sia posta la parola fine - aveva spiegato il loro legale, Manuel Gabrielli - e rivendicano la correttezza dell'iter processuale che ha visto i coniugi Romano condannati in via definitiva: lo chiedono per rispetto nei confronti di tutte le vittime». Allo stesso modo, i fratelli Pietro e Giuseppe Castagna erano rimasti «sconcertati dalle ripetute dichiarazioni» a organi di stampa «del signor Azouz Marzouk che si permette di insinuare - aveva chiarito il legale Massimo Campa - in maniera nemmeno velata un loro coinvolgimento nell'assassinio brutale della mamma Paola, di Raffaella e del piccolo Youssef».

L'Avvocato generale Nunzia Gatto, che ha respinto l'istanza di Azouz, aveva rappresentato, tra l'altro, l'accusa nel processo di secondo grado a Milano che nell'aprile del 2010 confermò l'ergastolo per Olindo e Rosa. Nella requisitoria l'allora sostituto pg spiegò che i coniugi erano «persone crudeli», e a loro carico c'erano molte prove: le confessioni, la prova scientifica e c'era il sopravvissuto Frigerio. Nei giorni scorsi, poi, per un vizio formale la Cassazione ha accolto l'istanza dei legali di Olindo e Rosa, gli avvocati Fabio Schembri e Luisa Bordeaux, di trasmettere alla Corte di Assise di Como la richiesta della difesa di nuovi accertamenti: l'accesso ai server delle intercettazioni, l'acquisizione di un cellulare e l'esame di reperti biologici. La decisione di respingere l'istanza, a detta della Suprema Corte, era stata emessa 'de plano' dai giudici di Como, senza il contraddittorio tra le parti, che ora dovrà tenersi.

Ultimo aggiornamento: 26 Settembre, 10:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA