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Stupro di Capodanno a Roma, la chat prima della festa: «Ci sarà anche quello che ha provato a violentarmi»

Mercoledì 20 Luglio 2022
Stupro di Capodanno a Roma, la chat prima della festa: «Ci sarà anche quello che aveva provato a violentarmi»

Emergono altri particolari dalle chat che le amiche della vittima si sono scambiate prima delle violenze nella notte di Capodanno a Roma. Nei messaggi, alla vigilia della festa, le ragazze si dividono i compiti su quali droghe e farmaci portare per divertirsi. Ma una di loro non sembra essere contenta. «Se ce sta G.(non coinvolto nell’indagine, ndr) io non me imbraso», si legge da quanto riportato dal Corriere della Sera. «Amò, non hai capito che non abbiamo opzioni», «Te lo devi far andar bene», «Aò, però avete rotto il c... ci dobbiamo accontentare», la incalzano le altre.

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La chat prima della violenza

Perché la ragazza non vuole andare? «Ce sta quello che m’ha stuprato... calcola che stavo davvero ubriaca quella sera, questo arriva, me tocca il culo, me segue in bagno che dovevo piscià, me butta a terra me stava a levà i pantaloni me so alzata e so scappata, lui me rincorreva, diceva paccami (toccami, ndr) gli ho dato un bacio a stampo, so andata via...». Le amiche sono pronte a difenderla. Così lei le tranquillizza: «Ma sti c... se me riprova a stuprà chiamo le guardie.... Scialla, allora me porto lo spray ar peperoncino e se me prova a toccò je spruzzo».

 

Il Gip: «Abbandonata a se stessa»

«Tenuto conto anche della personalità della persona offesa, i cui comportamenti, come da lei stessi riferiti, sono indice di una giovane sostanzialmente abbandonata a se stessa, si ritiene opportuno richiedere su di lei anche una relazione ai Servizi sociali». Con questo provvedimento il giudice per le indagini preliminari del tribunale dei minori rigetta la richiesta di arresto per i due minorenni accusati di aver abusato di una 16enne la notte del 31 dicembre 2020 assieme a tre ventenni, in una villetta nel quartiere Torresina a Roma. L’ordinanza, inedita, risale al settembre 2021, ma sembra in parte spiegare lo stallo dell’inchiesta che a quasi due anni dai fatti ha ottenuto il giudizio immediato per uno dei tre maggiorenni (Patrizio Ranieri) ma ancora deve tirare le somme sugli altri presunti stupratori Claudio Nardinocchi (che sarebbe coinvolto per un errore di persona) e Flavio Ralli (che ha chiesto di tornare in libertà dopo un nuovo test del dna). Ancora in piedi anche le indagini sullo spaccio.

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Il racconto di quella notte 

La violenza si sarebbe consumata nel bagno della casa. Poi Sara, secondo la procura, sarebbe stata di nuovo stuprata da Claudio Nardinocchi e Flavio Ralli con la partecipazione della ragazza di quest’ultimo.

Il racconto in chat - riportato dal Corriere della Sera - è terribile: «L’hanno stuprata in 15, hanno appeso mutande, hanno fatto il panico. Uno la stava stuprando e l’ha menata. Sara sta male, non riesce nemmeno a camminare». 

Figli di vip, il nipote di un politico, ragazzi di buona famiglia che comprano droga ai Parioli e organizzano festini a base di stupefacenti, alcol, psicofarmaci in una villetta a Primavalle, nei giorni del lockdown. Un party illegale culminato con uno stupro di gruppo in danno di una sedicenne. È stata la vittima a raccontare ai Carabinieri i dettagli confusi che riesce a ricordare.

La giovane ha ammesso di avere bevuto e fumato, ma non ricorda di avere assunto sostanze compatibili con le sensazioni provate: «Mi ricordo che andavo da una stanza all’altra, mi sentivo fluttuare non ero più cosciente». E ha detto anche di essere stata contattata da uno degli indagati nei giorni successivi. Ranieri, che subito dopo la presunta violenza sarebbe uscito dalla stanza dove si trovava la sedicenne mostrando a tutti la sua maglietta sporca di sangue, avrebbe incontrato la ragazzina. «Durante questo incontro, durato tra i dieci e i quindici minuti, l’aveva inizialmente accusata di aver messo nei guai i partecipanti alla festa - annota il gip nell’ordinanza di arresto - le aveva detto di aver intrattenuto con lei un rapporto sessuale consenziente, aggiungendo, infine, di volerla proteggere».

L’indagato le aveva anche inviato dei messaggi chiedendole come stesse. E lei, a disagio, aveva risposto in modo evasivo: «Non è che sono la persona più felice del mondo quando mi scrive - ha detto ai carabinieri - perché mi viene quella sensazione che dicevo - di disagio, ndr - mi viene solo con qualcuno, anche solo a vedere delle foto, non è una sensazione che controllo, è il mio cervello che ricollega a quella notte». La sedicenne ha anche aggiunto che Ranieri le avrebbe detto di averla vista rifiutare gli approcci di uno degli altri indagati per stupro - un diciassettenne nei cui confronti procede la Procura dei minori -, «ma non è intervenuto», ha sottolineato.

Ultimo aggiornamento: 12:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA