Zona gialla, Friuli a un passo: altre 5 regioni rischiano mascherine obbligatorie all'aperto e divieto alle tavolate. Le regole

Martedì 16 Novembre 2021 di Francesco Malfetano
Zona gialla, Friuli a un passo: altre 5 regioni rischiano mascherine obbligatorie all'aperto e divieto alle tavolate

Dopo le polemiche per l'impatto avuto dalle manifestazioni no-vax nelle ultime settimane, a lanciare l'allarme è nuovamente il presidente del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga. «Siamo a un passo dalla zona gialla» ha spiegato. E, purtroppo, a dargli ragione per quanto riguarda il territorio friulano sono i numeri, che sembrano destinati a condannare la regione all'addio alla zona bianca (forse) già dal prossimo lunedì, il 22 novembre.

Zona gialla, i dati e i rischi

 

I dati infatti, che fino a pochi mesi fa sarebbero costati la zona rossa (ma ora vengono incrociati con i posti letto disponibili) collocano il Friuli sul filo del rasoio: l'incidenza settimanale è già a quota 233, ben oltre la soglia di 50; i posti letto delle terapie intensive sono occupati all'11 per cento (oltre la soglia del 10), mentre gli altri reparti sono a un passo da limite definito del 15 per cento (al 13). 

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LE ALTRE REGIONI A RISCHIO
A riprendere a guardare con preoccupazione verso venerdì, quando ci sarà il consueto monitoraggio settimanale dei dati epidemiologici da parte del ministero della Salute, non c'è solo il Friuli. Anche il Veneto e la Provincia di Bolzano rischiano di dover cambiare fascia di rischio (e quindi imporre nuove restrizioni) a partire da dicembre. E poco più dietro, con numeri dei contagi lievemente meno netti ma comunque preoccupanti, ci sono anche Liguria, Valle d'Aosta e Marche.

 


Il più allarmato ora è però Luca Zaia. «Passeremo anche in zona rossa se non si fermano i contagi - ha avvertito il governatore veneto - siamo preoccupati per questo incremento lento e inesorabile». Nella regione infatti i posti letto occupati sono ancora sotto soglia (6 per cento in terapia intensiva e 4 per cento in area medica), ma l'incidenza settimanale è in continuo rialzo, ora a 115,3.
In Alto Adige invece, questa ha già sfondato la barriera dei 300 e, rapportata all'occupazione all'8 per cento delle terapie intensive e al 13 per cento dei reparti ordinari, non fa di certo ben sperare.
Poi ci sono le Marche (99 casi su 100mila abitanti, 8 per cento di letti occupati in terapia intensiva e 6 per cento in area medica), la Liguria (oltre 60 casi su 100mila e il tasso di crescita più alto d'Italia, 88%, nonostante le ospedalizzazioni siano sotto controllo), e Valle d'Aosta (incidenza a 93 casi per 100mila abitanti, e posti letto di area medica occupati quasi all'11 per cento). 

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LE RESTRIZIONI
In altri termini a stretto giro l'Italia potrebbe tornare a riscoprire le restrizioni delle zone gialle. Misure relativamente blande che però si spera aiuteranno a frenare la corsa di questa quarta ondata prima che i numeri diventino ingestibili. In giallo le restrizioni infatti sono due: non solo vanno indossate le mascherine in tutti i luoghi al chiuso diversi dalla propria abitazione (compresi i mezzi di trasporto) e in tutti luoghi all'aperto, ma all'interno di bar e ristoranti al chiuso torna il divieto alle tavolate. Se all'aperto non ci sono limitazioni, al chiuso possono sedere allo stesso tavolo al massimo quattro persone, a meno che non si tratti di conviventi. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 17 Novembre, 00:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA