Morto chef Sirio Maccioni: ai tavoli del suo Le Cirque presidenti, star e persino Giovanni Paolo II, a cui chiese un posto in Paradiso

Lunedì 20 Aprile 2020
Addio allo chef Sirio Maccioni: ai tavoli del suo Le Cinque presidenti, star e persino Giovanni Paolo II, a cui chiese un posto in Paradiso

Ai suoi tavoli si potevano trovare Ronald Reagan o Henry Kissinger, le star di Hollywood, da Woody Allen a Robert De Niro, da Barbra Streisand a Sophia Loren. Persino Giovanni Paolo II nel corso del suo viaggio a New York si fermò a pranzo da lui  che , congedandosi gli disse che per lui ci sarebbe stato sempre posto nel locale, aggiungendo una battuta: «Santità, prenoti invece un posto per me e per lei in Paradiso». E forse, come era il carattere di San Giovanni Paolo II, glielo avrà tenuto un posticino accanto a lui a questo toscanaccio, fattosi dal nulla, e divenuto il re del food italiano in America. Un vero mito Sirio Maccioni, il re della cucina italiana negli Stati Uniti, il fondatore del celeberrimo "Le Cirque"  diventato uno dei punti di ritrovo e di incontro più famosi della Grande Mela, che se n'è andato in punta di piedi. 

La chef Ornella De Felice: «In cucina noi donne dove non arriviamo con la fatica fisica, arriviamo con l’intelligenza»

Maccioni si è «spento serenamente», come ha fatto sapere la sua famiglia, all'età di 88 anni, compiuti lo scorso 5 aprile a Montecatini Terme (Pistoia), dove era nato nel 1932. La sua storia è quella di un uomo che partito da niente, dopo aver lasciato la Toscana, è diventato uno dei ristoratori più famosi al mondo e che nel 2006 ha aperto il suo terzo ristorante a New York. La battuta al Pontefice polacco divenne il titolo di un docufilm che nel 2007 ha celebrato la carriera e la storia di Maccioni:  «A Table in Heaven», trasmesso dalla Hbo. Nel 2014  fu remiato durante un gran gala al Lincoln Center for the Performing Arts a Manhattan dalla James Beard Foundation, con il Lifetime Achievement Award, il prestigioso premio alla carriera consegnato personalmente dall'ex sindaco di New York Michael Bloomberg.

Sette chef professioniste lanciano il contest Chef Senza Corona

LA CARRIERA
Dopo una giovinezza di lavori saltuari anche da cameriere, lasciò Montecatini per sfuggire ad un futuro di povertà e per inseguire il mito di Ivo Livi, ovvero Yves Montand, nato nella vicina Monsummano Terme  che con le sue canzoni stava conquistando la Francia. Il primo lavoro a Parigi lo ottenne al ristorante "Florence", che era frequentato da tutti gli italiani più famosi: Serge Reggiani, Lino Ventura, Carlos Cardero, Vito Condutti, dallo stesso Yves Montand ed Edith Piaf. Grazie proprio a Montand, Maccioni fu assunto al Plaza Athénée di Parigi, dove potè effettuare stage in cucina e in sala. Dopo due anni al Plaza, Maccioni passò a fare il cameriere da "Maxim's". Quando si liberò un posto all'hotel Atlantic di Amburgo, Maccioni accettò il trasferimento. Sbarcato in America alla fine degli anni '60, Maccioni si fece un nome come maitre al ristorante  "Colony" di New York, prima di aprire nel marzo 1974 il suo celebre "Le Cirque" al Mayfair Hotel. Tra i tanti piatti della cucina italiana e di quella francese, spiccava la creme brulèe, considerato uno dei migliori dolci in assoluto offerti da Maccioni. Nel 1997 nacque "Le Cirque 2000", che prese il posto del locale precendente, stavolta nel Palace Hotel. Con la moglie Egidiana e i figli Mario, Marco e Mauro, Sirio Maccioni ha dato vita ad un gruppo di ristoranti: dall'Osteria del Circo a Manhattan ai nuovi locali a Las Vegas e Città del Messico, ma anche in India e in Repubblica Domenicana. 

Coronavirus, boom di ricerche online di ricette: gli italiani “reclusi” preparano pizze e dolci

I PRESIDENTI 
Ma la leggenda di Sirio Maccioni è radicata soprattutto negli anni Ottanta, quando il presidente americano Ronald Reagan e la moglie Nancy fecero di "Le Cirque" il loro ristorante preferito, decretandone il successo internazionale. Alla prima cena "presidenziale" nel marzo 1981, nel piccolo locale c'era una folla di vip e Andy Warhol, a sua volta presente, raccontò l'evento nei suoi diari. «Dal 1981 'Le Cirquè è il più famoso ristorante nel mondo», scrisse negli anni '80 la rivista «Vanity Fair». L'ex presidente Richard Nixon, che abitava a poca distanza, fece di "Le Cirque" la base dove ricostruire la sua immagine pubblica dopo lo scandalo del Watergate e altri presidenti ed ex inquilini della Casa Bianca, come Jimmy Carter e Bill Clinton, sono diventati clienti di Maccioni. Tra i suoi affezionati clienti anche l'ex sindaco di New York Rudolph Giuliani.

Coronavirus, la Fiera del tartufo di Alba crea un network benefico di chef: videoricette per raccogliere fondi

Le donne più belle e potenti di Manhattan diedero il via ad una tradizione di pranzi glamour ai tavoli del grande ristorante. Tra gli eventi politici celebrati di fronte ai piatti di "Le Cirque" è rimasta famosa la prima apparizione pubblica insieme di Nixon e Henry Kissinger, suo ex segretario di Stato, dopo che l'ex presidente era uscito dalla scena politica. «Fui io a dire a Nixon di invitarlo a pranzo», ha raccontato Maccioni nella sua biografia dal titolo «Sirio. La mia vita, il mio ristorante. I segreti per il successo di Le Cirque» (Class editori) realizzato con Peter Elliot. «È stata una grande sensazione vedere questi due uomini di nuovo insieme, in un posto che io ho creato. Quel pasto - ricordò Kissinger - fu preparato con grande cura, in modo che fossimo visti nel ristorante e che uscissimo insieme. Sirio lo gestì alla perfezione».

 

 

Ultimo aggiornamento: 27 Aprile, 20:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA