CORONAVIRUS

«Io, napoletano, ho fatto il vaccino in Russia: sta andando bene»

Mercoledì 25 Novembre 2020 di Attilio Iannuzzo

Vincenzo Trani, presidente della camera di commercio in Russia, napoletano di origine tra qualche giorno farà il richiamo del vaccino «Sputnik V» e sta bene. Il vaccino per lui ha funzionato. «La prima iniezione del vaccino l’ho fatta 15 giorni fa – dichiara Trani - e sabato farò la seconda iniezione. Tra la prima e la seconda iniezione deve passare del tempo in quanto si devono sviluppare i primi anticorpi».  

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In Russia i test di terza fase già sono finiti, ma già da prima che il Presidente Trani facessi assumesse la sua dose di vaccino. «Ovviamente qui le dosi prodotte – aggiunge il Presidente - sono riservate a chi frequenta luoghi pubblici per attività professionale, anziani e medici. Insomma come sarà anche per l’Italia. La mia attività di Presidente di Camera di commercio Italo-Russa mi porta a partecipare ad eventi offline e per questo motivo rientro tra i soggetti vaccinabili». Prima di sottoporsi al vaccino Trani Ha chiesto a chi, in terza fase, lo avesse fatto prima di lui. Qualcuno ha avuto mal di testa, ma in genere è stato tutto sotto controllo. Lo è stato anche per lui che non ha avuto effetti collaterali. In Russia non si paga. Il costo di gestione è molto basso. E’ a base proteica, non a base di geni modificati e questo ne agevola la gratuità.

«Ho scelto di farlo – continua nel racconto - perché è fatto su base proteica e ciò mi ha dato più sicurezza. La Russia per la produzione del vaccino non ha sufficienti strutture, si appoggia a società farmaceutiche terze». E conclude: «Sarebbe opportuno produrlo in Italia anziché comprarlo, si risparmierebbe. Non penso sia importante fare valutazione su quale è migliore, è importante assumerlo subito. In Italia troppe chiacchiere, in questo modo i risultati non arrivano».

Ultimo aggiornamento: 20:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA