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Controllo e riduzione di armi nucleari, Biden negozierà con la Russia

Lunedì 1 Agosto 2022 di Mattia Ronsisvalle
Controllo e riduzione di armi nucleari, Biden negozierà con la Russia

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha dichiarato che è pronto a intraprendere nuovi colloqui con la Russia per aggiornare il sistema di controllo degli armamenti che sostituirà il trattato New Start in scedenza 5 febbraio 2026. Anche il Cremlino ha sottolineato la necessità di tali negoziati.

Washington chiama e Mosca risponde?

Potrebbe andare proprio così, nonostante ciò che sta accadendo nel conflitto russo-ucraino.

In occasione della decima «​Conferenza di revisione delle parti del trattato di non proliferazione delle armi nucleari»​, in corso dal 1 al 26 agosto, la Casa Bianca è tornata a parlare del trattato New Start.

L'amministrazione statunitense è pronta a discutere con la Russia un sistema di controllo degli armamenti che sostituirà il Trattato in scadenza a febbraio 2026 sulle misure per l'ulteriore riduzione e limitazione delle armi nucleari. La notizia arriva direttamente dalle parole del presidente degli Stati Uniti Joe Biden come riporta il sito web della Casa Bianca.

«La Russia dovrebbe dimostrare di essere pronta a riprendere il lavoro sul controllo degli armamenti nucleari con gli Stati Uniti» dichiara Joe Biden sottolineando come «l’attacco brutale della Russia in Ucraina ha infranto la pace in Europa e costituisce un attacco ai principi fondamentali dell’ordine internazionale».

Il presidente americano ha specificato che anche al culmine della Guerra Fredda, gli Stati Uniti e la Russia hanno lavorato insieme «per sostenere la responsabilità comune di garantire la stabilità strategica», citando il Tnp – Trattato di non proliferazione nucleare.
All'inizio di giugno, l'assistente del segretario di Stato per il controllo degli armamenti Mallory Stewart ha affermato che Washington vorrebbe mantenere le restrizioni sulle armi nucleari come prevede New Start.
Secondo Stewart, il nuovo accordo dovrebbe tenere conto non solo dei missili balistici intercontinentali, ma anche dei proiettili con una portata più breve.

La necessità dei colloqui tra Stati Uniti e Russia su New Start è stata annunciata dal Cremlino lo scorso giugno.

Il portavoce presidenziale Dmitry Peskov ha affermato che il prossimo step è importante non solo per i cittadini degli Stati Uniti e della Russia, ma per il mondo intero e per la sicurezza globale.

L'ambasciatore russo negli Stati Uniti Anatoly Antonov ha anche dichiarato che «il tempo stringe» e che i negoziati dovrebbero iniziare «già ora».
Da specificare che già nel mese di maggio, quando la situazione tra Mosca e Washington era molto tesa per via del conflitto in Ucraina, il Ministero degli Esteri russo aveva annunciato che Russia e Stati Uniti stavano proseguendo il dialogo sull'attuazione delle disposizioni del trattato New Start.

Cosa prevede il New Start

Russia e Stati Uniti hanno firmato il trattato New Start l’8 aprile del 2010 a Praga.
Al 2020, è l'unico patto bilaterale fra Stati Uniti e Russia nonché l'unico trattato ancora vigente in materia di disarmo nucleare. Dopo il suo periodo di validità di 10 anni, l’accordo è stato esteso lo scorso 5 febbraio 2021 con validità fino al prossimo 4 febbraio 2026.
Conosciuto anche come New Strategic Arms Reduction Treaty, il trattato prevede la riduzione a 1.500 unità delle testate nucleari schierate dalle parti, un limite di 700 vettori nucleari trae missili balistici intercontinentali, missili balistici lanciati da sottomarini e bombardieri pesanti. 

Il Leitmotiv del Tnp

Disarmo, non proliferazione e uso pacifico del nucleare.
Sono questi i tre principi su cui si fonda il trattato internazionale sulle armi nucleari conosciuto come Tnp - trattato di non proliferazione nucleare. Il trattato fu sottoscritto da Stati Uniti, Regno Unito e Unione Sovietica il 1° luglio 1968 ed entrò in vigore il 5 marzo 1970.
Francia e Cina (che possiedono armi nucleari) vi aderirono nel 1992 mentre la Corea del Nord lo sottoscrisse nel 1985 ma, sospettata di costruire ordigni atomici e rifiutando ispezioni, si ritirò definitivamente dal trattato nel 2003.
Il Sudafrica, costruì prima sei testate nucleari che ha dichiarato di aver smantellato, aderendo poi al trattato nel 1991. Attualmente sono 191 gli Stati firmatari. Il trattato, composto da 11 articoli, proibisce agli Stati firmatari «non-nucleari» di procurarsi tali armamenti e agli Stati «nucleari» di trasferire a chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi. Inoltre, il trasferimento di tecnologie nucleari per scopi pacifici (ad esempio per la produzione elettrica) deve avvenire sotto il controllo della Aiea (Agenzia internazionale per l'energia atomica).

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