Talebani, chi guida gli "studenti coranici" che hanno preso l'Afghanistan? Da Akhundzada a Baradar

Mercoledì 18 Agosto 2021 di Raffaele Alliegro
Talebani, chi guida gli "studenti coranici" che hanno preso l'Afghanistan? Da Akhundzada a Baradar

Hibatullah Akhundzada, esperto di questioni religiose più che militari. Abdul Ghani Baradar, il vero capo “politico”. Mohammad Yaqoob, il figlio del mullah Omar. Sono alcuni tra i nuovi leader dei talebani che in pochi giorni hanno preso il controllo dell'Afghanistan. Un gruppo di potere che conta su altri esponenti di spicco e si sta insediando in queste ore a Kabul. Ecco i loro identikit.

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HIBATULLAH AKHUNDZADA

È stato nominato leader dei talebani nel maggio del 2016 dopo l'uccisione nel raid di un drone Usa in Pakistan del predecessore, il mullah Akhtar Mansour, salito ai vertici nel 2015 a seguito della morte del mullah Omar. Rispettato come esperto di questioni religiose più che come comandante militare, Akhundzada è stato il capo della “giustizia” talebana tra il 1996 e il 2001 e oggi dovrebbe essere 60enne. In base alla gerarchia dei talebani, ha l'ultima parola sulle questioni politiche, militari e religiose. Originario di Kandahar, Akhundzada ha mantenuto secondo gli analisti un rapporto privilegiato con Al Qaeda e la decisa opposizione alle infiltrazioni dell'Isis. In un dettagliato servizio sui leader talebani la Bbc ha ricordato che Akhundzada «negli anni '80 ha partecipato alla guerra islamista contro la campagna militare sovietica in Afghanistan». E al contrario di altri leader degli studenti coranici, avrebbe trascorso in patria buona parte dell'ultimo ventennio, nascosto all'esercito americano. La sua ultima apparizione in pubblico risale al 2016.

 

ABDUL GHANI BARADAR

È il vice “politico” di Akhundzada. Anche lui ha combattuto contro i sovietici. Da una madrasa che avrebbe creato a Kandahar con il mullah Omar sarebbe poi arrivato a contribuire a fondare il movimento dei talebani. Nato nella provincia di Uruzgan nel 1968, era vice ministro della Difesa all'epoca della caduta del regime talebano. L'uomo che sembra ora destinato a guidare il ritorno dell'Emirato islamico in Afghanistan era stato arrestato nel 2010 dalle autorità pakistane. Negli anni successivi si erano rincorse molte voci sulla sua storia. E nel 2018 i talebani afghani ne avevano annunciato la scarcerazione: gli analisti all'epoca collegarono quegli sviluppi ai tentativi americani di far ripartire i colloqui di pace. L'anno successivo veniva nominato a capo dell'ufficio politico dei talebani a Doha, in Qatar. Nel 2020 ha partecipato alla firma dell'accordo di Doha con gli Usa. Secondo la Bbc «il mullah Abdul Ghani Baradar è uno dei quattro uomini che hanno fondato i talebani in Afghanistan. Ma è stato catturato in un'operazione congiunta tra Stati Uniti e Pakistan nella città di Karachi, nel sud del Pakistan, nel febbraio 2010. Rimase in prigione per otto anni, finché non fu rilasciato proprio per facilitare il processo di pace». Liberato dunque per negoziare la transizione con l'ormai ex governo di Ashraf Ghani, Baradar è riuscito di fatto a congelare i colloqui di pace a Doha fino al giorno del vittorioso ritorno in armi a Kabul degli “studenti coranici” e adesso è pronto a coglierne i frutti. Il suo rientro in patria dopo un ventennio in esilio, trascorso tra celle oscure e prestigiosi incontri diplomatici, gli ha restituito un ruolo di guida sul campo, dopo essere stato il capo politico nelle trattative con le grandi potenze internazionali.

Sul terreno militare, le figure più accreditate nella preparazione ed esecuzione della campagna-lampo che ha riportato al potere i talebani sono però quelle dei due vice di Baradar: il cinquantenne Sirajuddin Haqqani, figlio del comandate mujhaeddin Jalaluddin e signore della guerra a capo dell'omonima rete di milizie, attiva soprattutto al confine con il Pakistan, e il mullah Mohammad Yaqoob.

MOHAMMAD YAQOOB

Figlio del mullah Omar è il più giovane tra i comandanti principali: avrebbe poco più di trent'anni. È a capo della potente «commissione militare». Negli anni passati ha fatto parlare di sé quando inizialmente si rifiutò di giurare fedeltà al mullah Mansour. Accanto al prestigio familiare nell'ambiente jihadista, avrebbe secondo diverse fonti costruito un rapporto diretto con numerosi comandanti di milizie locali, che potrebbe valergli un ruolo centrale nella prossima gestione del potere e alimentarne le ambizioni di leadership. Secondo la Bbc «dopo la morte dell'ex leader talebano Akhtar Mansour, alcuni militanti volevano nominare Yaqoob come nuovo comandante supremo del gruppo, ma altri lo ritenevano ancora troppo giovane e privo di esperienza».

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SIRAJUDDIN HAQQANI

È il figlio di Jalaluddin Haqqani (tra i protagonisti della guerra antisovietica, morto tre anni fa) e capo della rete Haqqani ritenuta legata ad Al Qaeda. Era tra i “papabili” per la successione a Mansour. È un altro, ricorda la Bbc, «dei massimi vice leader del gruppo. Dopo la morte di suo padre, Jalaluddin Haqqani, è diventato il nuovo leader della rete Haqqani, a cui sono stati attribuiti alcuni degli attacchi più violenti avvenuti in Afghanistan contro le forze afghane e i loro alleati occidentali negli ultimi anni. La rete Haqqani è attualmente uno dei gruppi più temuti della regione. Il gruppo sovrintende alle risorse finanziarie e militari dei talebani lungo il confine tra Pakistan e Afghanistan. Si ritiene che Haqqani abbia circa 45 anni ma non si sa dove si trovi».

ABDUL HAKEEM

Nel settembre 2020 è stato nominato nuovo capo della squadra negoziale dei talebani a Doha. Abdul Hakeem dovrebbe avere circa 60 anni. Dirigeva una madrasa a Quetta, in Pakistan, da dove supervisionava la magistratura dei talebani. Secondo la Bbc «è anche a capo del potente consiglio di studiosi religiosi dei talebani e si pensa che sia una delle persone più vicine al comandante supremo, Akhundzada».

Ultimo aggiornamento: 18:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA