Quirinale, da Amato a Cartabia, Pera, Gentiloni e Finocchiaro: chi sale e chi scende nelle quotazioni dopo le condizioni di Draghi

Giovedì 23 Dicembre 2021 di Mario Ajello
Quirinale, da Amato a Cartabia, Pera, Gentiloni e Finocchiaro: chi sale e chi scende nelle quotazioni dopo le condizioni di Draghi

Fino a ieri mattina il cosiddetto borsino del Quirinale - ossia le quotazioni informali che tra politici, giornalisti, navigatori di Palazzo e esperto della materia circolano in attesa della grande elezione - diceva più o meno questo sull’impossibilità dei vari candidati: 80 per cento per Draghi, 55 per Amato, 50 per Cartabia, 35 per Violante e per Finocchiaro, 30 per Gentiloni, per Casellati e per Berlusconi, 15 per Pera. Più le quotazioni di Mattarella ormai ridotte al 5 perché lui non fa che ribadire il suo no al bis, anche se in caso di emergenza eccezionale - esempio la pandemia che si impenna in maniera ancora più tremenda sfondando il muro dei 100mila contagiati al giorno e il ritorno delle terapie intensive intasate: è speriamo di no! Ora però dopo la dichiarazione di disponibilità di Draghi il quadro è cambiato.

 

Berlusconi vuole il Quirinale, il centrodestra si mostra compatto (ma crescono i ma di pancia)

 

Il premier perde punti visto il muro dei partiti che si è alzato contro il suo possibile trasloco sul Colle. A parte il Pd che in realtà tifa per lui in gran parte ma non vuole bruciarlo: è un civil servant, dice Letta. Anche la Meloni, in ossequio al cosiddetto melonlettismo, a Draghi al Colle più elezioni anticipate ci crede ancora. Nel complesso però - viste anche le reazioni negative sei 5 stelle alle parole del premier per non dire del rifiuto di Salvini e di Berlusconi verso la carta superMario - l’80 per cento di chance che a Draghi venivano attribuire a questo punto si dimezzano. Adesso il 40 per cento d’impossibilità di vederlo successore di Mattarella ma nel caso probabile che ma situazione votazione su votazione dovesse ingarbugliarsi, le chance di Draghi tornerebbero a crescere. Fino a piazzarlo in pole position.

 

Amato e gli altri

Stamane a Montecitorio girava questa battuta: «Draghi vuole fortissimamente il Colle, nessuno c’è lo vuole mandare e probabilmente ci andrà». Al momento però la decrescita di Draghi coincide con la crescita di Casini e con quella di Amato. Il Dottor Sottile può rivelarsi l’anello di congiunzione tra destra e sinistra. Tiene il suo 55 per cento ma nelle previsioni - spesso a vanvera - sta salendo al 60. Ma la Cartabia che piace a tutti può aspirare in queste ore al 65. Berlusconi è forse l’unico che crede alla propria quirinabilità e il fuoco di sbarramento anti Draghi lo proietta un pochino oltre il 30. Ma deve trovare i numeri per convincere Salvini e Meloni che i numeri li ha. Violante e Finocchiaro come pontieri sinistra-destra possono funzionare ben oltre il 35 per cento che avevano. La Casellati dopo al cena al Senato con Silvio sale nel borsino. Se non sarà il Cavaliere, in prima battuta Berlusconi pineta su di lei, convinto di poter avere da lei la nomina a senatore a vita. Diciamo che per per la Casellati le quotazioni viaggiano ora intorno al 37 per cento. Per rassicurare l’Europa però Gentiloni sembra particolarmente adatto nel caso Draghi esca di scena, e il vero nome coperto di Letta insieme alla Finocchiaro potrebbe essere lui.

Ultimo aggiornamento: 17:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA