Covid, pipistrelli trasportavano patogeno «quasi identico» al virus già nel 2010 in Cambogia

Giovedì 28 Gennaio 2021
Covid, patogeno "quasi identico" al virus era trasportato già nel 2010 dai pipistrelli della Cambogia

Dei pipistrelli che vivevano in una grotta della Cambogia nel 2010 trasportavano un agente patogeno "quasi identico" al virus Covid. La scoperta degli scienziati arriva grazie a dei campioni conservati dal dicembre 2010 in un congelatore presso l'Istituto Pasteur di Phnom Penh, in Cambogia, testati a seguito di uno studio del Museo di storia naturale di Parigi e incaricato dall'UNESCO. A riportare la notizia è Rai News.

Sequenziando i campioni raccolti più di un decennio fa di 430 pipistrelli, gli scienziati hanno trovato virus "quasi identici" a quello del Covid-19 in due pipistrelli Rhinolophus shameli, altrimenti noti come "pipistrelli a ferro di cavallo di Shemal", che vivono in Cambogia, Laos, Myanmar, Thailandia e Vietnam. 

Secondo un rapporto pubblicato questa settimana dagli studiosi, i pipistrelli condividono il 92,6% della stessa identità genetica di SARS-CoV-2. I pipistrelli testati vivevano in una grotta nella provincia di Steung Treng, nel nord-est della Cambogia, al confine con il Laos.

La scoperta era già stata segnalata dagli scienziati lo scorso novembre, ma il genoma per verificare il grado di parentela dei due virus, non era stato ancora sequenziato. Gli autori della scoperta sostengono che questo potrebbe essere un passo decisivo per scoprire le origini della pandemia, e per sorvegliare con maggiore attenzione pipistrelli e animali selvatici, potenziali diffussori di patologie.

Vaccino, braccio di ferro su AstraZeneca. Gran Bretagna a Ue: «Le nostre dosi non si toccano». Belgio invia ispettori nello stabilimento

Le origini della pandemia

Diverse sezioni del genoma dei pipistrelli «sono geneticamente più vicine a SARS-CoV-2 di qualsiasi altro virus strettamente correlato scoperto fino ad oggi», hanno scritto i ricercatori. Già l'anno scorso alcuni scienziati nello Yunnan, in Cina, avevano scoperto in un campione di pipistrello a ferro di cavallo del 2013 e un altro del 2019 virus che erano correlati al 96,2% con il Covid-19. Due virus strettamente correlati alla SARS-CoV-2 erano stati trovati anche nel febbraio dello scorso anno nei pangolini malesi della Sonda, introdotti di contrabbando nel sud della Cina.

 

Gli scienziati dell'Istituto Pasteur, finanziato dai governi degli Stati Uniti e della Francia, hanno affermato che la loro scoperta «indica che i virus correlati a SARS-CoV-2 hanno una distribuzione geografica molto più ampia di quanto precedentemente considerata e che probabilmente circolano attraverso più specie di Rhinolophus».

Gli investigatori dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sono attualmente a Wuhan, in Cina, per determinare esattamente dove e come è iniziata la pandemia sul finire del 2019. Gli scienziati dell'Istituto Pasteur hanno affermato che il Sud-est asiatico, e non solo la Cina, «può rappresentare un'area chiave da considerare nella continua ricerca delle origini della SARS-CoV-2, e certamente negli sforzi più ampi di sorveglianza del coronavirus».

Gli studiosi hanno aggiunto che la regione ospita un'elevata diversità di fauna selvatica e vi è «un ampio commercio e contatto umano con ospiti selvatici di coronavirus simili alla Sars». Inoltre la regione sta anche subendo «drammatici cambiamenti nell'uso del suolo ... che possono aumentare i contatti tra pipistrelli e umani» aggiungono.

«La sorveglianza continua dei pipistrelli e di altri animali selvatici chiave nel sud-est asiatico è quindi cruciale, non solo per trovare il serbatoio SARS-CoV-2, ma anche per essere meglio preparati per la prossima pandemia», hanno concluso gli studiosi.

Ultimo aggiornamento: 15:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA