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CORONAVIRUS

Roma: San Raffaele, contagi anche in Rai. Altri positivi nel palazzo occupato alla Garbatella

Domenica 14 Giugno 2020 di Lorenzo De Cicco
Roma: San Raffaele, contagi anche in Rai. Altri positivi nel palazzo occupato

I reparti del San Raffaele Pisana si svuotano di pazienti - ormai ne restano un’ottantina appena - ma il numero dei contagiati diretti o riconducibili al cluster dell’istituto sanitario privato, quadrante Ovest della Capitale, s’ingrossa ogni giorno che passa. Ieri si è superata quota 105 infetti (i morti sono 5), l’onda del contagio è filtrata fin dentro al quartier generale della Rai a Saxa Rubra, cittadella della tv di Stato iper-sorvegliata fin dall’inizio dell’emergenza Covid, con tanto di termoscanner per misurare la febbre a chiunque entri, piantone davanti al bar appena riaperto, studi regia dotati di plexiglass, guanti e mascherine per gli addetti ai lavori e gli ospiti, disinfettante ovunque. Eppure il bacillo del Sars-CoV-2 avrebbe fatto breccia; portato, secondo la ricostruzione degli esperti del tracciamento sanitario regionale - i “detective” del virus che ricostruiscono i contatti di chiunque si scopra positivo - da un operatore che lavora a Rai News, il quale l’avrebbe trasmesso a un parente, un altro operatore di Rai Sport. E da lì, con dinamiche ancora da accertare, si è arrivati a 5 dipendenti Rai contagiati, tutti tecnici; personale abituato a lavorare per più servizi, dal Tgr, a Rai Due, allo sport. Il link col San Raffaele? Lì era stata ospitata la suocera del primo operatore contagiato. Nove dipendenti sono stati messi precauzionalmente in isolamento, nel frattempo sono stati realizzati gli esami su altri 60 lavoratori.

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Dall’istituto romano, nome noto nel panorama della riabilitazione neuromotoria, il contagio continua ad allargarsi. Accrescendo i numeri sin qui contenuti del Lazio, dove la curva del virus si era appiattita da settimane, facendo annotare ogni giorno al massimo qualche manciata di casi. Ieri dal San Raffaele sono stati trasferiti in altri ospedali 64 pazienti ricoverati nei reparti di medicina, riabilitazione cardiologica e riabilitazione respiratoria. Un intero piano svuotato, per permettere la sanificazione. I pazienti trasferiti erano tutti risultati negativi al tampone, ma altri ospiti, questa settimana, dopo un primo esame negativo al Covid, erano stati trovati positivi, una volta ripetuta l’analisi dopo 4-5 giorni. Per questo si sono voluti evitare rischi. Nel frattempo l’Asl sta richiamando tutti i pazienti dimessi dal 1 maggio, si andrà avanti con centinaia di tamponi anche oggi, di domenica. La Procura si è attivata. I Nas, guidati dal comandante Maurizio Santori, hanno effettuato le prime ispezioni, s’indaga sui tamponi e su alcuni addetti della struttura risultati positivi ai primi di maggio. L’Irccs San Raffaele, dal canto suo, assicura di avere rispettato tutti i protocolli.

L’altro focolaio che agita la Capitale è in un palazzo occupato alla Garbatella, piazza Attilio Pecile, sette piani. Una vecchia Asl dimessa, in mano ad inquilini illegali italiani, bulgari, peruviani, senegalesi, tunisini. Un indirizzo che figura nella lista degli sgomberi stilata dal Campidoglio nel 2016, sotto l’amministrazione del commissario prefettizio Francesco Paolo Tronca. Sgombero mai eseguito. Gli agenti del commissariato Colombo ora hanno circoscritto l’area, vietato entrare ed uscire. Si è arrivati a 21 casi Covid correlati: altri 16, dopo la famiglia di 5 peruviani che aveva fatto scattare l’allarme. I 110 occupanti sono stati testati; i positivi sono stati trasferiti in ospedali o altre strutture. Ieri sera l’Unità di crisi della Regione ha fatto sapere di avere terminato gli esami. Restano alcuni dubbi: alcuni inquilini avrebbero partecipato nei giorni scorsi a una manifestazione. E tra i contagiati, c’è una badante peruviana che avrebbe dormito nell’immobile occupato e che lavora con due anziani. Positivi pure loro. «Bisogna mantenere alta l’attenzione», diceva ieri l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato che, commentando gli ultimi dati sui contagi nel Lazio, rimarcava con amarezza: «Senza i cluster avremmo registrato solamente due nuovi casi».
 

Ultimo aggiornamento: 14:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA