Frane e allagamenti, Sos al governo:
più manutenzione idraulica

Mercoledì 10 Novembre 2021 di Rossella Liguori e Valentino Di Domenico
Frane e allagamenti, Sos al governo: più manutenzione idraulica

Maltempo flagella l’Agro e la valle metelliana: strade crollate ed allagamenti. Danni per centinaia di migliaia di euro, ancora rischio smottamenti. L’appello di cittadini ed istituzioni anche al governo centrale per la messa in sicurezza dei territori, opere di manutenzione e di mitigazione del rischio idrogeologico. Immagini di luoghi devastati, tragedie sfiorate tra allagamenti e frane. Situazioni al limite già alle prime piogge mentre si prospetta un inverno complicato. A Cava de’ Tirreni la scorsa notte, intorno all’1.30, la pioggia intensa ha causato uno smottamento consistente in via Benedetto Bonazzi, proprio dinanzi alla chiesetta della Pietrasanta. Immediatamente si è messa in moto la macchina operativa della Protezione Civile comunale, tecnici ed operai che si sono portati sul posto bloccando la strada. Sul posto vigili del fuoco e carabinieri della locale tenenza. Al palazzetto della protezione civile di Santa Lucia, fino al termine dell’allerta, è stato attivo il Coc per monitorare la situazione. Sin delle prime luci dell’alba sul luogo dello smottamento, dove insiste una delle condutture principali dell’acquedotto che serve gran parte della città di Cava, hanno lavorato senza sosta anche i tecnici dell’Ausino. Per via Bonazzi, “la strada dell’amore” si prevedono tempi lunghi per la completa messa in sicurezza. Da una prima stima, l’intervento di ripristino della sede stradale supera i 70mila euro. La strada della Pietrasanta doveva essere interessata da un radicale intervento di restyling. A causa del maltempo la Protezione Civile metelliana ha effettuato anche altri interventi in particolare in località San Giuseppe al Pennino. 

A Sarno decine di campi ridotti in risaie. Una situazione che si ripete a distanza di tempo. Sempre la stessa zona, contrada Faricella a ridosso dello svincolo autostradale; sempre la stessa criticità con il fiume che rompe gli argini ed invade i terreni circostanti. Intere coltivazioni finite sott’acqua e distrutte. Decine di migliaia di euro di danni. A chiedere interventi sono i residenti pronti anche a proteste estreme pur di essere ascoltati «Non è la prima volta- ha spiegato Antonio Corrado – Noi viviamo di questo ed ancora una volta siamo in ginocchio. Servono opere di manutenzione, altrimenti con i prossimi temporali rischiamo situazioni ancora più gravi. È impensabile che ogni anno si ripeta la stessa cosa e nessuno possa pensare prima di intervenire.Chiediamo sopralluoghi tecnici a tutti gli enti preposti, un incontro con noi che viviamo questi luoghi. Devono darci risposte e procedere con lavori urgenti». Le opere finiscono spesso in un infinito rimpallo di competenze, una rete burocratica che allunga i tempi ed il risultato è quello di arrivare troppo tardi sui luoghi ormai devastati. Intanto, si pensa ad un summit tra tutti i sindaci dell’Agro per mettere insieme una richiesta al governo centrale di sopralluoghi e un piano globale di interventi.

Ultimo aggiornamento: 20:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA