Infermiera presa a pugni da paziente,
condannato a 4 mesi dopo sei anni

Giovedì 8 Aprile 2021 di Viviana De Vita
Infermiera presa a pugni da paziente, condannato a 4 mesi dopo sei anni

Ricoverato nel reparto di chirurgia d’urgenza del Ruggi, aveva sferrato un pugno a un’infermiera fratturandole il setto nasale. Quattro mesi di reclusione per A.T., 37 anni, salernitano, che nel luglio 2014 andò in escandescenza aggredendo un’operatrice sanitaria che aveva chiesto alla moglie del degente di allontanarsi dalla struttura, visto che era scaduto l’orario destinato alle visite. La sentenza è stata pronunciata dal giudice della terza sezione penale del tribunale di Salerno che, all’esito di un dibattimento protrattosi per quasi 6 anni, ha condannato non solo l’imputato ma anche l’ospedale di via San Leonardo chiamato in causa in qualità di responsabile civile. 

Imputato e nosocomio dovranno quindi risarcire il danno all’infermiera, una 56enne di Bracigliano, rappresentata nel procedimento penale dall’avvocato Gerardo Di Filippo. Disposta anche una provvisionale immediatamente esecutiva di cinquemila euro La vicenda, sul cui primo grado di giudizio è calato il sipario, risale all’estate di ormai sette anni fa. A.T. era ricoverato nel reparto di chirurgia d’urgenza del Ruggi dove era stato sottoposto ad una operazione di appendicite. Già nei giorni precedenti si era dimostrato insofferente al rispetto delle regole del reparto tanto che in più di un’occasione aveva litigato con l’infermiera di Bracigliano, colpevole solo di fare il proprio dovere. La situazione precipitò il 12 luglio quando, dopo l’ennesima litigata, il giovane degente perse le staffe. L’infermiera era intenta a chiacchierare con altri colleghi quando, all’improvviso, fu colpita in pieno volto con un pugno dall’uomo. Solo l’intervento di alcuni colleghi della donna, che calmarono il paziente prima che potesse colpire nuovamente l’infermiera, riportò la situazione sotto controllo. Subito soccorsa, l’operatrice sanitaria riportò la frattura del setto nasale con una prognosi di 30 giorni. Immediata la denuncia sporta dalla 50enne che mise in moto la macchina giudiziaria. La vicenda si ora conclusa con la sentenza di primo grado.

 

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