Pescatori di frodo, la primula rossa
in manette dopo 10 anni in fuga

Giovedì 8 Novembre 2018 di Petronilla Carillo
«Siete bravi, mi avete preso». Per dieci anni era riuscito a farla franca pescando tonni rossi sottomisura che poi rivendeva al mercato nero, in violazione di tutte le leggi in materia. Per gli uomini della guardia costiera di Maiori e di Salerno era l’Arsenio Lupin della pesca di frodo. E anche l’altra notte, nonostante il blitz dei militari della Marina, ha tentato una inutile fuga a bordo della sua bicicletta con una ventina di tonnetti rossi di una quarantina di centimetri l’uno. Sottomisura, quindi illegalmente pescati. A «coprirlo» una rete di persone che erano lì, come spesso la notte, a fare da vedetta avvisando nel caso arrivasse la guardia costiera. Si conclude così una settimana all’insegna dei sequestri di tonni nell’ambito di una operazione coordinata dal comandante della Capitaneria di porto di Salerno, il capitano di vascello Giuseppe Menna, che ha visto in campo gli uomini di Salerno e di Maiori. L’operazione è stata chiamata in codice «Rosso Lupin». Ultimo aggiornamento: 12:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA