Turista violentata in Costiera
per l'aggressore solo «pena lieve»

Martedì 9 Giugno 2020 di Petronilla Carillo
«In Australia abbiamo molto rispetto per la giustizia ma, dopo una sentenza di questo tipo, per me risulta difficile averne per la giustizia italiana». La vacanza in Italia per una giovane donna australiana è diventata un incubo dopo aver subito violenza sessuale in mare a Positano. Dopo cinque anni di battaglia giudiziaria, segnata da una prima richiesta di archiviazione, una riapertura del fascicolo, un incidente probatorio e una udienza preliminare, la turista straniera ha visto derubricare il reato di 609 bis, ovvero violenza sessuale, in violenza di lieve entità con la condanna del suo aggressore, con patteggiamento, ad un anno e due mesi pena sospesa. Ha accolto in lacrime l’esito della sentenza, comunicatole via telefono dai suoi legali di fiducia, Paolo Iorio e Andrea Scardamaglio, venerdì scorso. «Spero - ha detto loro - di non essere stata penalizzata perchè straniera». I suoi legali già nella giornata di oggi adiranno la procura generale di Salerno per raccontare quella che, a loro avviso, è una vicenda non giusta.

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LA STORIA
Era fine agosto del 2015 quando Samantha, appena ventitreenne, era in vacanza in Costiera. Sulla spiaggia conosce un ragazzo di 25 anni di Gragnano. Nulla di strano, è estate, si è in vacanza, si è giovani. Ad un certo punto lei decide di fare il bagno ed entra in mare. Lui, poco dopo la raggiunge. I due si fermano ad una boa. Ad un certo punto il giovane la blocca per un braccio impedendole di muoversi e tenta di baciarla. Riuscendo a bloccarla, inizia con violenza a toccarla poi afferra la sua mano e la porta sui suoi genitali. Poi le infila la mano nel costume, la penetra prima con un dito e poi ha un rapporto sessuale con lei. La ragazza riesce la liberarsi e si avvicina alla riva, lui la insegue, l’afferra, le allarga le coppe del bikini e inizia di nuovo a toccarla. La ragazza prova a svincolarsi e, in lacrime, raggiunge gli altri sul bagnasciuga. Una volta tornati tra le persone lui - secondo la denuncia presentata successivamente - la minaccia: stanotte ti troverò e di prenderò di nuovo. La ragazza decide così di andare via, tenta di presentare una denuncia ma non riesce a capirsi a causa del suo inglese stretto quindi desiste e, soltanto una volta arrivata in Inghilterra, dove allora lavorava, decide di presentare denuncia. Parte così l’iter giudiziario, fatto di rogatorie tra l’Inghilterra e l’Australia e di un incidente probatorio per il quale lei torna a Salerno, anche se e questo lo precisano i suoi legali) ancora non gli è stato rimborsato il biglietto aereo. Ultimo aggiornamento: 07:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA