Scuola, freno alle bocciature: «Si terrà conto dei disagi». Si può essere rimandati in educazione civica

Sabato 8 Maggio 2021 di Lorena Loiacono
Scuola, freno alle bocciature: «Si terrà conto dei disagi»

Quest’anno gli studenti delle scuole superiori torneranno a scrutare i quadri, con il fiato sospeso. Dopo lo stop alle bocciature di un anno fa, quando la pandemia consegnò la promozione a tutti, facendo saltare anche gli esami di riparazione a settembre, ora si torna alla vecchia maniera ma con una certa tolleranza. Anche se le bocciature, laddove necessario, verranno comunque assegnate. Nonostante i mesi di didattica a distanza, infatti, alle superiori gli studenti potranno essere rimandati e potranno anche perdere l’anno. Una circolare del ministero dell’Istruzione, a un mese dall’ultimo giorno di scuola, mette nero su bianco come dovrà finire l’anno scolastico e come i docenti potranno procedere con la valutazione finale. Si dovrà necessariamente tenere conto delle difficoltà incontrate durante l’intero anno: nel 2020 la pandemia ha segnato irrimediabilmente il secondo quadrimestre, quest’anno invece i problemi e i disagi hanno accompagnato i ragazzi fin dal primo giorno di scuola. Gli istituti si sono dovuti organizzare con percentuali di presenze ogni volta diverse, hanno dovuto chiudere le classi per continue quarantene e poi, da novembre, hanno dovuto spostare tutto online, da remoto, fino a gennaio e febbraio. Molto è dipeso dalle singole regioni e dall’emergenza in corso. E con la didattica a distanza, nonostante i notevoli sforzi dei docenti e degli alunni, sono emersi tutti i problemi del Paese con il digitale e le carenze sul piano tecnologico. 

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E così il ministero dell’istruzione, nella circolare che porta la firma del Capo dipartimento, Stefano Versari, sottolinea come i docenti nel valutare i ragazzi debbano tenere conto delle specifiche condizioni dovute all’emergenza. Innanzitutto si valuterà l’intero anno di studi sulla base dell’attività didattica effettivamente svolta, in classe o da remoto. Per quanto riguarda la presenza, visto che resta valida la norma che prevede la frequenza del 75% delle lezioni, sarà possibile prevedere delle deroghe motivate ed eccezionali, in base alle criticità emerse durante l’anno. Le lezioni online valgono come lezioni a tutti gli effetti ma ci sono casi di studenti che si sono dovuti assentare a lungo per quarantene e malattie. I docenti quindi possono prevedere, per casi particolari, la deroga alle assenze. Prese tutte le cautele del caso, dunque, per la valutazione tornano le regole pre-Covid per cui sono ammessi alla classe successiva gli studenti che hanno almeno la sufficienza, espressa in 6 decimi, in tutte le materie e in condotta. Quest’anno conta anche il voto in educazione civica, il cui insegnamento è trasversale in tutte le discipline e coinvolge quindi più docenti che ora dovranno esprimere il loro parere: qualora fosse inferiore a 6 decimi, ci sarà la sospensione del giudizio come accade per tutte le altre materie. E intanto c’è chi i voti di fine anno li dovrà portare direttamente all’esame di Stato: 490mila studenti dell’ultimo anno delle superiori si preparano infatti alla maturità. 

La prova sarà unica e si tratterà di un colloquio, come lo scorso anno, e probabilmente verrà mantenuto anche lo stesso protocollo di sicurezza: due metri di distanza tra i docenti e il candidato e l’uso della mascherina che si potrà togliere solo una volta seduti. Dalla Cisl è arrivata la richiesta di effettuare i tamponi rapidi a tutti coloro che parteciperanno all’esame di Stato, commissari e studenti, da effettuare anche sul posto. Il protocollo verrà presentato a breve e prima dovrà comunque ricevere il parere del Cts, quindi molto dipenderà dall’emergenza e dalla curva dei contagi da qui a un mese. La maturità inizierà infatti il 16 giugno.
 

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