Morta Giulia Maria Crespi, fondatrice del Fai: aveva 97 anni

Domenica 19 Luglio 2020
Addio a Giulia Maria Crespi, aveva 97 anni. Il Fai - Fondo Ambiente Italiano ha reso nota la scomparsa della sua fondatrice e Presidente Onoraria, «evento che segna un momento cruciale nella storia della Fondazione - si legge nella nota del fai - e vena di infinita tristezza l'animo del Consiglio di Amministrazione, del Comitato dei Garanti, della struttura operativa e delle Delegazioni del Fai che a lei con unanime riconoscenza dedicano il più commosso tributo.

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La chiarezza del suo insegnamento, il solco tracciato, lo stile e l'entusiasmo infuso in qualsiasi cosa facesse indicano senza incertezze la strada che il Fai è chiamato a seguire per il Bene del Paese, fissata nella missione che lei stessa contribuì a definire».

Giulia Maria Crespi, della storica famiglia lombarda di imprenditori tessili, di cavaliere di Gran Croce dell'ordine al merito della Repubblica italiana, era vedova del conte Marco Paravicini e dellìarchitetto Guglielmo Mozzoni, era nata a Merate (Lecco) il 6 giugno 1923.

Negli anni Sessanta, dopo la morte degli zii Mario e Vittorio Crespi e con il padre Aldo gravemente ammalato, gestì il Corriere della Sera. Nel 1972 licenziò il direttore Giovanni Spadolini e assunse Piero Ottone, un cambio di linea a sinistra che caosò anche l'uscita di Indro Montanelli. Due anni dopo l'uscita definitiva dalla gestione del quotidiano.

«Il Fai soffre per la scomparsa della fondatrice Giulia Maria Crespi. Rassicurata dallo sviluppo della Fondazione in tema di beni gestiti, paesaggio e patrimonio, si era riservata la delega per l'ambiente, preoccupata per la salute della natura e dell'uomo. Il Fai ha tradotto le sue indicazioni in pratiche virtuose nei beni e nell'educazione al costume della sostenibilità e sempre avvertirà ai suoi fianchi questo suo ultimo sprone», commenta il presidente del Fondo Ambiente Italiano Andrea Carandini. 

Nel 1975 fondò con Renato Bazzoni il Fai, di cui è stata fino all'ultimo l'anima ispiratrice. «Chi ha avuto molto, deve dare molto» era una frase che amava ripetere, convinta del ruolo che il volontariato svolge nella società civile.

«Una creatività inesauribile, una riluttanza per i compromessi, una passione per il dialogo, una singolare unità di ideali e concretezza, una noncuranza per le difficoltà - tanto più stimolanti quanto ardue - e una mai incrinata perseveranza ne hanno fatto una figura impegnativa per chiunque avesse a che fare con lei, ma al tempo stesso un esempio inimitabile e senza sfumature di ideali civici e di passione per la vita, per la cultura e per l'ambiente», ricorda la nota del Fai, dedicandole «il più commosso tributo».

«La chiarezza del suo insegnamento, il solco tracciato, lo stile e l'entusiasmo infuso in qualsiasi cosa facesse indicano senza incertezze la strada che il Fai è chiamato a seguire per il bene del Paese, fissata nella missione che lei stessa contribuì a definire», assicura il Fondo ambiente italiano.  Giulia Maria Crespi aveva perso due mesi fa il figlio Aldo, morto per un malore avuto mentre era guida dell'auto nelle tenute dell'azienda di famiglia, le Cascine Orsini in provincia di Pavia.



 Ultimo aggiornamento: 20 Luglio, 09:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA