Gli scienziati spiegano come individuare un bugiardo in base ai movimenti del corpo

Domenica 17 Gennaio 2021 di Marta Ferraro
Gli scienziati spiegano come individuare un bugiardo in base a determinati movimenti del corpo

Un team di ricercatori che collaborano con le università britanniche e olandesi ha descritto un comportamento corporeo precedentemente sconosciuto che potrebbe essere un'indicazione inequivocabile che consente di capire quando una persona sta mentendo.

Secondo una ricerca recentemente pubblicata su Royal Society Open Science, dopo aver studiato una serie di interazioni sociali, gli accademici hanno scoperto che quando un individuo mente a un'altra persona tende a imitare, spesso inconsciamente e per un breve periodo di tempo, determinati movimenti del corpo del suo interlocutore. Durante lo studio, gli autori hanno condotto una serie di test che hanno motivato un gruppo di volontari a raccontare bugie sempre più elaborate. In una prima fase, è stato chiesto loro di risolvere un puzzle complicato, che era stato detto loro sarebbe stato semplice. Mentre lo stavano risolvendo, il team di studiosi ha lasciato la stanza fingendo di aver accidentalmente lasciato le soluzioni del puzzle in vista degli intervistati. Al loro ritorno, hanno fatto finta di rendersi conto del loro errore e hanno chiesto ai soggetti dello studio se li avessero utilizzati o meno. In tutti i casi, ovvero sia nel caso in cui i volontari avevano imbrogliato e l'avevano ammesso, sia nel caso in cui avevano imbrogliato ma non lo avevano ammesso e sia nel caso in cui non avevano imbrogliato, i ricercatori e i volontari hanno risolto il puzzle insieme utilizzando le soluzioni.

Nella seconda fase dell'esperimento, ai volontari è stato chiesto di mentire sull'aver partecipato a un gioco di ruolo in cui i misteri sono stati risolti. Per fare questo, sono state fornite informazioni sugli altri partecipanti con cui avevano presumibilmente giocato, in modo che potessero elaborare una bugia molto più complessa e credibile. Nella parte finale dell'esperimento, che consisteva in un colloquio sui test eseguiti, sia all'intervistatore che all'intervistato sono stati posizionati accelerometri e sensori su diverse parti del corpo al fine di monitorare i movimenti di entrambi durante l'interrogatorio, e misurare così la sincronicità non verbale tra gli interlocutori.

Dopo aver analizzato i risultati, gli accademici hanno scoperto che il coordinamento del comportamento non verbale dell'intervistatore e dell'intervistato aumentava man mano che il compito dei volontari diventava più impegnativo dal punto di vista cognitivo, e che perciò i partecipanti tendevano a imitare le azioni dei loro interlocutori.

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