Trovato il formaggio più antico del mondo, ha 3.200 anni: ma dentro c'è un batterio killer

foto Enrico Greco Università di Catania
di Laura Larcan

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Il formaggio più antico del mondo, ma anche il più "pericoloso". Quando l'archeologia si tinge di sfumature fanta-thriller. Il prezioso reperto di originali naturali è stato rinvenuto nella tomba egiziana di Ptahmes, il "sindaco" che guidò l'antica città di Menfi risalente a 3200 anni fa. Formaggio che porta con sè anche un altro elemento nascosto: un batterio killer. Il monumento funerario di Ptahmes (illustre funzionario che governò sotto il regno dei faraoni Seti e Ramesse, e che fu supervisore del tempio di Ptah, capo dell’esercito, responsabile del tesoro e scriba reale) venne riportato alla luce negli anni '80 del secolo scorso, ma solo otto anni fa è stata avviata una riscoperta della tomba attraverso uno studio approfondito dei suoi materiali. 

Nel corredo sepolto nella tomba presente nella necropoli di Saqqara, è riemerso, infatti, un vaso di terracotta contenente una misteriosa sostanza bianca solida, che è stata al centro di uno studio congiunto da parte di un'équipe di archeologi egiziani e italiani. Le analisi hanno rivelato l'inaspettata sorpresa: si tratta di formaggio. Un prodotto solido, cioè, realizzato con latte di mucca, pecora o capra. Non solo. Perché quello che si è rivelato il formaggio più antico del mondo, porta con sè anche un batterio che provoca la Brucellosi.

Una malattia potenzialmente mortale che si contrae, infatti, mangiando alimenti di origine animale non pastorizzati. Lo studio, rimbalzato sui media internazionali, porta la firma anche italiana. Enrico Greco, chimico dell'Università di Catania, ha infatti annunciato che «il materiale analizzato è probabilmente il più antico reperto archeologico di formaggio solido mai scoperto fino ad oggi». 
Sabato 18 Agosto 2018, 17:19 - Ultimo aggiornamento: 18-08-2018 18:24
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