Le radio d'Italia si uniscono per cercare la supercanzone

Friday 15 May 2020 di Federico Vacalebre
Massimo Ranieri e Tiziano Ferro al Sanremo 2020
Quarantacinque canzoni per 45 anni, quelli delle radio libere (insomma...) o private o commerciali che dir si voglia. Strano anniversario quello 1975-2020, decisamente non tondo, ma tutto fa brodo per reagire ai crolli di ascolto (-20%, gli italiani ascoltano la radio soprattutto in movimento) e di pubblicità (un altro -20%) legate al Covid-19 che ci ha chiusi in casa come il sottotenente Giovanni Drogo nella Fortezza Bastiani del Deserto dei tartari.

Nel deserto dello showbiz italiano, e mondiale, al tempo del coronavirus succede così che le radio italiane, come avevano già fatto solo per lanciare l’inedito di Pino Daniele «Resta quel che resta» nel 2018, mettano da parte le rivalità e si uniscano per un progetto comune. Rtl 102.5, Rds, Radio Deejay, Radio Italia, Radio 105, la napoletana Radio Kiss Kiss, Virgin Radio, Radiodue Rai (c’è anche il servizio pubblico), Radio 24, R101, Radio Subasio, m2o, Radio Capital, Radio Monte Carlo, Radiofreccia, Radio Norba e Radio Zeta hanno scelto i brani, uno all’anno, con cui invaderanno l’etere - si parla di una platea di 45 milioni di utenti - per sottoporli al voto via web degli ascoltatori su un sito creato per l’occasione che porta il titolo dell’iniziativa, «I love my radio».

Per il lancio si è riunito l’altroieri pomeriggio il gotha radiofonico, l’ex dj Gerry Scotti conduttore della videoconferenza via Zoom. Il progetto è in divenire, ancora non del tutto chiaro è come il «voto popolare» sarà mediato nel risultato finale dalle scelte dei direttori artistici delle singole radio e network, nè quanto nel concorso - che pure è poco più di un gioco - conterà la scelta di dieci cantanti che rileggeranno solo 10 dei 45 pezzi in questione. 

La scelta delle canzoni ha privilegiato il profilo radiofonico delle stesse, evitando bis dello stesso interprete: per il ‘75 «Sabato pomeriggio», il ‘76 «Margherita», il ‘77 «Ti amo», il ‘78 «Una donna per amico», il ‘79 «Albachiara». E, poi, ancora: «Luna» di Gianni Togni (‘80), «Centro di gravità permanente» (‘81), «Non sono una signora» (‘82), «La donna cannone» (‘83), «Notte prima degli esami» (‘84), «Una storia importante (‘85), «Caruso» (‘86), «Senza una donna» (‘87), «Perdere l’amore» (‘88), «Ti pretendo» (‘89), «Uomini soli» (‘90), «Quando» (‘91), «Mare mare» (‘92), «La solitudine» (‘93), «Come mai» (‘94), «Certe notti» (‘95), «Domani» degli Articolo 31 (‘96), «Laura non c’è» (‘97), «Quanto tempo e ancora» di Antonacci (‘98), «50 special» (‘99). Il nuovo millennio si apre con «Due destini» e prosegue con «Luce» (2001), «Salirò» (‘02), «Gocce di memoria» (‘03), «Sere nere» (‘04), «Estate» (‘05), «Sei nell’anima» (‘06), «Pensa» (‘07), «A te» (‘08), «Come foglie» (‘09), «Mondo» di Cremonini con Jovanotti, gli unici ad essere presenti due volte (‘10). E, infine: «Tranne te» di Fabri Fibra (‘11), «La notte» (‘12), «L’essenziale» (‘13), «Magnifico» di Fedez con la Michielin, (‘14), «Roma Bangkok» (‘15), «Ti sembra normale» di Maz Gazzè (‘16), «Occidentali’s karma» (‘17), «Questa nostra stupida canzone d’amore» (‘18), «Soldi» (‘19).

Solo tre i grandi estinti in gara (Battisti, Daniele e Dalla), assenti De Andrè, Gaber, Rino Gaetano, quasi a confermare i problemi della radiofonia italiana, di ieri e di oggi, nelle scelte di scaletta. Che ignora il dialetto, premia poco la generazione rap ed ignora del tutto le band alternative degli anni Novanta imbrigliandosi in un complicato intrigo di vicoli e delitti che sceglie brani minori di Antonacci, Jovanotti, Gazzè.

Solo dieci, appunto, di questi 45 brani saranno proposti in versione reloaded, sperando magari così di riciclare un tormentone per un’estate che potrebbe essere povera anche su questo fronte. Giorgia, J-Ax, Jovanotti, Mengoni, la Nannini, i Negramaro e Ramazzotti devono ancora decidere, o forse saggiare il risultato delle loro scelte. Tre soli i pezzi già definiti: Tiziano Ferro («io la radio l’ho fatta, dai 13 ai 20 anni e ho imparato tutto lì») duetterà «Perdere l’amore» con Massimo Ranieri («l’abbiamo cantata a Sanremo, dovevamo rifarla al San Paolo: una scelta obbligata), Elisa si misurerà con «Mare mare» di Luca Carboni, Biagio Antonacci con «Centro di gravità permanente» (che è anche un modo di rendere omaggio a Battiato, che ha anche scritto per me. Per un cantautore è bello cantare le canzoni di altri, nell’elenco ce ne sono almeno altre 4 o 5 che farei mie volentieri»).

Una compilation è nell’aria («stiamo trattando con la discografia», confermano nella conferenza stampa via web), a ottobre chiusura con concerto in diretta multipiattaforma in radio, tv e streaming sui canali social di tutte le emittenti con gli artisti protagonisti che hanno aderito a «I love my radio». Magari anche con il pubblico? «Non credo proprio che per quella data si potranno fare grandi assembramenti», smorza gli entusiasmi Linus, parlando più come esperto dello showbiz che come direttore editoriale delle radio del gruppo Gedi o come direttore artistico di Radio DeeJay. Ultimo aggiornamento: 12:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA